“Si estende la mobilitazione contro la carenza di insegnanti, il sovraffollamento delle classi e il deterioramento degli edifici scolastici. Incendi, barricate e scontri con la polizia in numerose città. Il governo convoca una riunione di crisi, mentre aumentano le polemiche sull’intervento delle forze dell’ordine”. K metro 0 – Parigi – La protesta degli studenti francesi
“Si estende la mobilitazione contro la carenza di insegnanti, il sovraffollamento delle classi e il deterioramento degli edifici scolastici. Incendi, barricate e scontri con la polizia in numerose città. Il governo convoca una riunione di crisi, mentre aumentano le polemiche sull’intervento delle forze dell’ordine”.
K metro 0 – Parigi – La protesta degli studenti francesi si estende e la tensione continua a crescere. Centinaia di licei chiusi, migliaia di fermi, incendi e violenti scontri con la polizia stanno trasformando una mobilitazione nata per chiedere migliori condizioni di studio in una crisi nazionale che coinvolge direttamente il governo.
Venerdì 2 ottobre, secondo il ministero dell’Istruzione, 564 istituti hanno registrato blocchi o altre forme di protesta. Circa 400 licei sono rimasti chiusi e numerose scuole hanno organizzato lezioni a distanza. Le manifestazioni, iniziate nella regione parigina, hanno progressivamente raggiunto gran parte del territorio francese.
Il bilancio della giornata precedente testimonia la gravità della situazione: il ministero dell’Interno ha comunicato 1.949 fermi e 305 agenti di polizia e gendarmi feriti. I dati riguardano esclusivamente giovedì e non rappresentano il totale degli incidenti verificatisi dall’inizio delle proteste.
La mobilitazione nasce dal malcontento degli studenti per la carenza di insegnanti, le classi sovraffollate, gli edifici scolastici deteriorati e gli orari considerati eccessivamente pesanti. Tra le richieste figura anche una revisione delle condizioni di accesso all’università attraverso il sistema Parcoursup.
Alle manifestazioni degli studenti si sono affiancate le proteste di insegnanti e dipendenti pubblici, in un clima di crescente tensione legato anche alla presentazione della manovra finanziaria per il 2027.
Incendi e scontri in numerose città
Gli episodi più gravi hanno interessato diverse città francesi. A Nantes, un incendio doloso ha distrutto l’atrio del liceo Nelson Mandela. A Marsiglia si sono verificati scontri e incendi nei pressi di alcuni istituti; durante un intervento dei soccorsi è stato incendiato anche un mezzo dei vigili del fuoco.
Tensioni sono state segnalate anche a Parigi, Strasburgo, Rennes e in altri centri universitari, dove parte degli studenti ha aderito alla mobilitazione. Nella regione dell’Île-de-France, venerdì mattina, le autorità regionali hanno segnalato episodi di violenza, scontri e danneggiamenti in 55 licei. Particolarmente preoccupante è il bilancio relativo al personale scolastico. Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha dichiarato che, dall’inizio del movimento, sono rimasti feriti 65 dipendenti del settore, tra cui 40 dirigenti scolastici.
Secondo il ministro, diversi episodi di violenza sarebbero stati provocati da persone estranee agli istituti. Si tratta di una ricostruzione del governo, mentre le responsabilità dei singoli incidenti devono essere accertate.

Il governo cerca di contenere la crisi
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha convocato una riunione interministeriale di crisi per coordinare la risposta delle autorità. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha disposto un rafforzamento dei dispositivi di sicurezza, con il coinvolgimento dei reparti antisommossa e della gendarmeria mobile.
Il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha proposto di chiamare i genitori a rispondere economicamente dei danni provocati dai figli minorenni.
Geffray ha invece avviato incontri con le organizzazioni studentesche, i rappresentanti dei genitori e i sindacati del personale scolastico. Il governo ha annunciato una piattaforma di consultazione per raccogliere le richieste e individuare possibili risposte.
La gestione dell’ordine pubblico ha però aperto un ulteriore fronte di polemica. Diversi adolescenti hanno riportato ferite gravi durante gli scontri. Tra i casi segnalati figura quello di uno studente ferito a un occhio a Tours, il cui entourage attribuisce la lesione a un proiettile sparato dalle forze dell’ordine.
Le circostanze degli episodi più controversi sono oggetto di accertamenti. Organizzazioni per i diritti umani e rappresentanti sindacali contestano la proporzionalità di alcuni interventi, mentre il governo sostiene la necessità di proteggere studenti, personale scolastico e strutture pubbliche.
La protesta diventa un caso politico
La crisi ha assunto anche una dimensione politica. Esponenti governativi hanno accusato ambienti della sinistra radicale di alimentare le tensioni. La France Insoumise respinge le accuse e sostiene le rivendicazioni degli studenti, distinguendo il diritto alla protesta dagli episodi di violenza.
Il movimento si inserisce in un contesto di difficoltà per il sistema scolastico francese. Il progetto di bilancio per il 2027 prevede un aumento nominale delle risorse destinate all’istruzione, giudicato tuttavia insufficiente dai manifestanti rispetto alle esigenze degli istituti e all’aumento dei costi.
La priorità immediata del governo è riportare la sicurezza nelle scuole e riaprire gli edifici chiusi. Ma il confronto annunciato con studenti, famiglie e sindacati dovrà affrontare anche le cause che hanno dato origine alla mobilitazione.
La Francia si trova così davanti a una doppia emergenza: fermare le violenze e trovare una risposta alle richieste di una protesta che, partita dai licei della periferia parigina, ha ormai assunto dimensioni nazionali.













