Spagna, il Constitucional apre all’amnistia per la malversazione: svolta per Puigdemont

Spagna, il Constitucional apre all’amnistia per la malversazione: svolta per Puigdemont

K metro 0 – Madrid – Un nuovo passaggio giudiziario ridisegna le conseguenze penali del procés catalano. Il Tribunal Constitucional spagnolo ha notificato al Tribunal Supremo la sentenza con cui stabilisce che l’amnistia deve essere applicata anche al reato di malversazione contestato nell’ambito del processo indipendentista. Una decisione destinata ad avere effetti sulle posizioni di

K metro 0 – Madrid – Un nuovo passaggio giudiziario ridisegna le conseguenze penali del procés catalano. Il Tribunal Constitucional spagnolo ha notificato al Tribunal Supremo la sentenza con cui stabilisce che l’amnistia deve essere applicata anche al reato di malversazione contestato nell’ambito del processo indipendentista. Una decisione destinata ad avere effetti sulle posizioni di alcuni dei suoi principali protagonisti, a cominciare dall’ex presidente catalano Carles Puigdemont.

La pronuncia nasce dal ricorso presentato da Dolors Bassa, ex consigliera della Generalitat ed esponente di Esquerra Republicana de Catalunya, contro la precedente decisione del Supremo di escludere dall’amnistia la condanna per malversazione.

Secondo il Constitucional, l’interpretazione adottata dal Supremo aveva esteso eccessivamente le eccezioni previste dalla legge. La Corte ritiene che il concetto di arricchimento personale, che può impedire l’applicazione dell’amnistia, non possa coincidere automaticamente con qualsiasi forma di malversazione. Per i giudici costituzionali, l’interpretazione precedente aveva violato il diritto di Bassa a una tutela giudiziaria effettiva.

La decisione è stata approvata con sette voti favorevoli e cinque contrari. I magistrati dissenzienti hanno contestato non soltanto le conclusioni raggiunte dalla maggioranza, ma anche il ruolo assunto dal Constitucional nei confronti del Supremo, sostenendo che la Corte abbia oltrepassato i limiti delle proprie competenze nell’interpretazione della legislazione ordinaria.

Gli effetti della pronuncia vanno però ben oltre il caso Bassa. In una situazione analoga si trovano l’ex vicepresidente catalano Oriol Junqueras e gli ex consiglieri Raül Romeva e Jordi Turull, già condannati per malversazione. Diversa sul piano processuale, ma collegata alla stessa questione giuridica, è la posizione di Puigdemont e degli ex consiglieri Toni Comín e Lluís Puig, che non erano stati giudicati perché avevano lasciato la Spagna.

Un primo effetto si è già prodotto. Il giudice del Supremo Pablo Llarena ha revocato l’ordine di arresto nazionale nei confronti di Puigdemont, Comín e Puig. Per l’ex presidente catalano cade così uno degli ostacoli che gli impedivano di rientrare in Spagna senza essere arrestato. Llarena dovrà tuttavia esaminare integralmente la sentenza prima di pronunciarsi definitivamente sull’applicazione dell’amnistia.

La vicenda giudiziaria del procés, iniziata quasi nove anni fa, entra così in una nuova fase. Dopo le condanne, gli indulti, l’abolizione del reato di sedizione e l’approvazione della legge di amnistia, il confronto si sposta ora sull’applicazione concreta della decisione del Constitucional.

Il prossimo passaggio spetta al Supremo. Ed è nelle sue decisioni sui singoli procedimenti che si misureranno gli effetti reali di una sentenza destinata a incidere profondamente sull’ultimo grande capitolo giudiziario della crisi indipendentista catalana.

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