Portogallo, salari pubblici: sindacati minacciano proteste contro il governo

Portogallo, salari pubblici: sindacati minacciano proteste contro il governo

K metro 0 – Lisbona – Cresce la tensione tra il governo portoghese e i sindacati della funzione pubblica dopo il mancato accordo sugli aumenti salariali per il 2027. Le organizzazioni dei lavoratori hanno denunciato l’assenza di nuove proposte da parte dell’esecutivo e non escludono manifestazioni di protesta se i negoziati non produrranno risultati concreti.

K metro 0 – Lisbona – Cresce la tensione tra il governo portoghese e i sindacati della funzione pubblica dopo il mancato accordo sugli aumenti salariali per il 2027. Le organizzazioni dei lavoratori hanno denunciato l’assenza di nuove proposte da parte dell’esecutivo e non escludono manifestazioni di protesta se i negoziati non produrranno risultati concreti.

La seconda tornata di incontri, svoltasi lunedì al ministero delle Finanze di Lisbona, ha visto la partecipazione del ministro Joaquim Miranda Sarmento e della segretaria di Stato per la Pubblica amministrazione, Marisa Garrido. Al centro del confronto, gli stipendi, il contributo per i pasti e la revisione delle carriere professionali.

Il segretario generale della Federazione dei sindacati della Pubblica amministrazione (Fesap), José Abraão, ha espresso forte preoccupazione per la decisione del governo di rinviare alla prima o alla seconda settimana di novembre le risposte alle richieste economiche dei lavoratori.

La Fesap chiede aumenti del 6,5%, con un incremento minimo di 95 euro, e l’innalzamento della retribuzione base della funzione pubblica a 1.050 euro nel 2027. Il sindacato considera inoltre insufficiente l’aumento di 15 centesimi previsto per il contributo giornaliero ai pasti, soprattutto alla luce del rincaro del costo della vita.

Le rivendicazioni delle altre organizzazioni sono ancora più articolate. La Frente Comum propone aumenti del 15%, con un minimo di 150 euro, mentre il Sindacato dei quadri tecnici dello Stato (STE) chiede incrementi del 5% per stipendi e pensioni.

L’accordo pluriennale attualmente in vigore, sottoscritto dal governo con Fesap e STE, prevede invece per il 2027 un aumento del 2,3%, con una maggiorazione minima di 60,52 euro. La retribuzione base della Pubblica amministrazione dovrebbe così passare da 934,99 a 995,51 euro mensili.

Nonostante le distanze sulle retribuzioni, sono emersi alcuni sviluppi sul fronte delle condizioni di lavoro. Il governo ha annunciato l’anticipo a dicembre della revisione delle carriere generali, mentre la rinegoziazione delle indennità di trasferta dovrebbe cominciare nel gennaio 2027. La revisione del sistema di valutazione delle prestazioni è invece prevista per la seconda metà del prossimo anno.

La presidente dello STE, Rosa Sousa, ha precisato che il governo non ha escluso ulteriori aumenti rispetto a quelli già concordati, lasciando aperta la possibilità di un’intesa.

Per i sindacati, tuttavia, il tempo stringe. Senza risposte concrete nella prossima tornata negoziale di novembre, la vertenza potrebbe sfociare in nuove mobilitazioni dei dipendenti pubblici.

Condividi su:
Condividi:

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Che tempo fa



Condividi su: