Balcani, allargamento al centro del vertice in Montenegro: Tajani annuncia un progetto sui pagamenti istantanei

Balcani, allargamento al centro del vertice in Montenegro: Tajani annuncia un progetto sui pagamenti istantanei

K metro 0 – Berlino – Accelerare il processo di adesione dei Balcani occidentali all’Unione europea, rafforzare la cooperazione economica e regionale e superare le tensioni politiche che continuano a ostacolare il percorso di integrazione. Sono stati questi i principali temi del vertice dei leader del Processo di Berlino, ospitato oggi a Milocer, in Montenegro,

K metro 0 – Berlino – Accelerare il processo di adesione dei Balcani occidentali all’Unione europea, rafforzare la cooperazione economica e regionale e superare le tensioni politiche che continuano a ostacolare il percorso di integrazione. Sono stati questi i principali temi del vertice dei leader del Processo di Berlino, ospitato oggi a Milocer, in Montenegro, che ha riunito i rappresentanti dei sei Paesi della regione, degli Stati membri dell’Ue e delle istituzioni europee. L’incontro, che ha concluso la presidenza montenegrina dell’iniziativa avviata dalla Germania nel 2014, ha confermato la volontà di imprimere una nuova accelerazione all’allargamento, attraverso un approccio basato sul merito e risultati concreti per cittadini e imprese.

Un messaggio ribadito dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, dal primo ministro montenegrino Milojko Spajic e dalla commissaria europea per l’Allargamento Marta Kos. L’Italia, rappresentata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha riaffermato il proprio sostegno all’integrazione dei Balcani occidentali, annunciando il completamento da parte della Banca d’Italia del progetto Tips Clone, un’infrastruttura per i pagamenti istantanei destinata a rafforzare i collegamenti finanziari tra i Paesi della regione e ad avvicinarli agli standard europei. Nel suo intervento, Tajani ha sottolineato che l’integrazione dei Balcani occidentali costituisce una priorità strategica per Roma, tanto sul piano politico quanto su quello economico. “In questo momento politico e internazionale dobbiamo fare di più. Dobbiamo spingere con forza per l’unificazione”, ha affermato il titolare della Farnesina, aggiungendo che l’Europa deve inviare “un messaggio chiaro alla Russia e agli altri Paesi, perché voi siete Europa”. Il ministro ha insistito sulla necessità di preservare “la credibilità, la prevedibilità e la qualità dell’allargamento”, mantenendo un approccio basato sul merito ed evitando “adesioni di seconda classe” e ostacoli arbitrari. Tajani ha indicato Montenegro e Albania come esempi dei risultati ottenibili attraverso le riforme. “Quando le riforme vengono realizzate, il processo di adesione può produrre risultati concreti”, ha osservato.

Il ministro ha quindi richiamato la presidenza italiana del Consiglio dell’Ue, prevista nel primo semestre del 2028, auspicando che possa rappresentare “l’occasione perfetta per celebrare l’adesione di nuovi membri alla famiglia europea”. La prospettiva dell’allargamento, ha spiegato Tajani, rappresenta anche un’opportunità per il sistema produttivo italiano, grazie all’estensione del mercato unico e al conseguente rafforzamento delle possibilità di esportazione verso una regione con la quale l’Italia intrattiene già importanti rapporti commerciali.

Proprio sul versante della cooperazione economica si è concentrato uno degli annunci più significativi dell’intervento italiano. “Sono molto lieto di annunciare che la Banca d’Italia ha finalizzato il nuovo progetto sul sistema di pagamenti istantanei per i Balcani”, ha dichiarato Tajani, precisando che l’iniziativa sarà presentata ufficialmente il 23 novembre a Roma, nel corso di una conferenza alla presenza dei governatori delle banche centrali coinvolte. Il progetto, denominato Tips Clone, nasce su iniziativa della Banca d’Italia e utilizza la tecnologia del Target Instant Payment Settlement (Tips), il servizio dell’Eurosistema che consente il regolamento dei pagamenti istantanei in moneta di banca centrale, 24 ore su 24 e per tutti i giorni dell’anno. L’obiettivo è mettere a disposizione dei Paesi dei Balcani occidentali un’infrastruttura analoga, autonoma rispetto al sistema europeo, capace di modernizzare i circuiti nazionali di pagamento e favorire una progressiva convergenza con quelli dell’Ue. L’iniziativa, approvata dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea, coinvolge Albania, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord e Montenegro. Avviata formalmente nel gennaio 2025, la piattaforma è entrata in esercizio il 20 luglio 2026 con la partecipazione delle banche centrali di Montenegro e Bosnia Erzegovina, mentre l’ingresso degli altri tre Paesi è previsto nel novembre di quest’anno. La Banca d’Italia fornisce e gestisce l’infrastruttura tecnologica, mentre le banche centrali partecipanti mantengono le rispettive competenze giuridiche e regolamentari e i rapporti con gli operatori nazionali. Il sistema consente di regolare pagamenti in tempo reale nelle valute locali e in euro, con l’obiettivo di completare il 99 per cento delle operazioni in meno di cinque secondi. Il riutilizzo della tecnologia Tips permette inoltre di ridurre i costi e i tempi di sviluppo rispetto alla realizzazione di infrastrutture nazionali indipendenti, assicurando l’accesso ai successivi aggiornamenti tecnologici della piattaforma europea. La maggiore efficienza dei sistemi di pagamento e la prospettiva di una crescente interoperabilità transfrontaliera potrebbero favorire gli scambi commerciali, gli investimenti e l’operatività delle imprese italiane nella regione. Tajani ha definito Tips Clone “uno strumento concreto per rafforzare i nostri collegamenti finanziari e bancari con i partner balcanici”, destinato a favorire anche l’arrivo di nuove imprese. “Questo dimostra che tutte le istituzioni italiane sono impegnate nell’obiettivo dell’integrazione dei Balcani nell’Europa”, ha aggiunto.

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha insistito, dal canto suo, sulla necessità di accompagnare l’accelerazione dell’allargamento con un rinnovato impegno dei Paesi candidati nell’attuazione delle riforme. “Da quando ci siamo incontrati a Tivat, a giugno, siamo riusciti a rimettere in carreggiata il processo di allargamento. Sapete tutti quanto fosse difficile in passato, ma ora siamo su un percorso positivo”, ha affermato Merz nel suo intervento di apertura. Il cancelliere ha ricordato le proposte avanzate insieme al presidente francese Emmanuel Macron per favorire un’integrazione graduale dei Paesi candidati, molte delle quali sono state recepite dalla Commissione europea. “Ma voglio essere chiaro: anche l’integrazione graduale si basa sul merito. Noi, come Unione europea, abbiamo fatto la nostra parte, ma le riforme e la volontà politica devono arrivare ancora una volta da voi”, ha ammonito Merz, rivolgendosi ai leader dei Balcani occidentali. Particolare attenzione è stata riservata al Montenegro, considerato il Paese più avanzato nel percorso di adesione. Durante la conferenza stampa conclusiva del vertice, Merz ha indicato il 2028 come un obiettivo realistico per l’ingresso di Podgorica nell’Ue. “Un Paese come il Montenegro è un Paese al quale possiamo offrire una prospettiva europea concreta, ovvero quella di diventare il ventottesimo membro dell’Unione europea nel 2028. Credo che sia realistico”, ha dichiarato il cancelliere. Merz ha affrontato anche le controversie bilaterali tra Montenegro e Croazia, che rischiano di rallentare il negoziato di adesione. “Ho parlato con il primo ministro croato e abbiamo avuto discussioni approfondite sul Montenegro e sulla Croazia. Sono sicuro che le questioni ancora aperte possano essere risolte e che non costituiranno un ostacolo all’ingresso del Montenegro nell’Unione europea”, ha assicurato. Secondo il cancelliere, l’integrazione graduale e il superamento delle tensioni politiche rappresentano strumenti essenziali per consentire anche agli altri Paesi della regione di avvicinarsi progressivamente alle istituzioni europee. Merz ha tuttavia avvertito che le divisioni politiche e il peso dei conflitti del passato continuano a rappresentare un ostacolo per la stabilità regionale. “La retorica divisiva o la crescente polarizzazione non porteranno a un’Europa più sicura, libera e prospera”, ha dichiarato, aggiungendo che “la storia non giudicherà favorevolmente coloro che alimentano le divisioni in questi tempi complessi”. Richiamando gli impegni assunti nel Processo di Berlino contro i discorsi d’odio e la glorificazione dei criminali di guerra, il cancelliere ha sollecitato nuovi progressi nel dialogo per la normalizzazione delle relazioni tra Belgrado e Pristina, osservando che l’attuale situazione di stallo “frena tutti”. Un riferimento è stato dedicato anche alle proteste che interessano diversi Paesi europei e balcanici. “Quando ci troviamo di fronte a proteste nell’Unione europea o qui nella regione, la violenza non deve mai essere un’opzione per nessuna delle due parti”, ha sottolineato Merz, invitando i governi a garantire che i benefici dell’integrazione siano percepiti concretamente dai cittadini.

Il primo ministro montenegrino Milojko Spajic, padrone di casa del vertice, ha presentato l’allargamento come un processo di riunificazione del continente europeo. “L’allargamento è la riunificazione del nostro continente. È l’estensione della promessa di libertà, sicurezza e opportunità a tutti gli europei il cui posto nella nostra casa comune non si è ancora concretizzato”, ha affermato durante i lavori. Spajic ha rivendicato l’impegno del Montenegro a conquistarsi l’adesione attraverso le riforme, sottolineando che i progressi di Podgorica devono rappresentare un’opportunità anche per gli altri Paesi della regione. “Una politica di allargamento credibile, basata sul merito, dimostra che l’Europa può agire con decisione per plasmare il proprio futuro. Il Montenegro è determinato a meritare il suo posto attraverso le riforme”, ha dichiarato.

Il premier ha insistito sulla necessità di rendere tangibili i vantaggi della cooperazione regionale attraverso il Mercato regionale comune, la maggiore circolazione delle merci, il riconoscimento delle qualifiche professionali e l’accesso delle imprese a nuovi mercati. “Avvicinarsi agli standard europei significa rendere il tenore di vita europeo accessibile alle famiglie di tutta la nostra regione. Questo significa che i giovani potranno costruire qui la propria carriera, con fiducia nel proprio futuro”, ha osservato. Nella conferenza stampa conclusiva, Spajic ha tracciato un bilancio positivo della presidenza montenegrina del Processo di Berlino, sottolineando che l’iniziativa ha dimostrato come i Paesi dei Balcani occidentali possano individuare interessi comuni e rafforzare la cooperazione. “Oggi passiamo questo onore all’Austria. Il Processo di Berlino ha dimostrato che i Balcani occidentali possono trovare un linguaggio e un interesse comuni”, ha affermato, riferendosi al passaggio della presidenza al cancelliere austriaco Christian Stocker.

Il capo del governo ha ribadito l’obiettivo di completare i negoziati di adesione del Montenegro entro la fine del 2026, auspicando che i prossimi incontri con i partner europei possano coincidere con la firma del trattato di adesione. Riferendosi ai rapporti con la Croazia, Spajic ha riconosciuto l’esistenza di questioni ancora aperte, ma si è detto fiducioso sulla possibilità di superarle. “Sono convinto che ci sarà saggezza da entrambe le parti e che si comprenderà quanto sia importante che il Montenegro chiuda tutti i capitoli negoziali”, ha dichiarato. Il premier ha inoltre espresso la speranza che i capitoli 23 e 24, relativi rispettivamente alla giustizia e ai diritti fondamentali e alla giustizia, libertà e sicurezza, possano essere chiusi a dicembre.

Un messaggio di sostegno al percorso europeo della regione è arrivato anche dalla commissaria europea per l’Allargamento, Marta Kos, che a margine dell’apertura del vertice ha indicato i prossimi mesi come una fase decisiva per i Paesi candidati. “Abbiamo davanti settimane e mesi di momenti decisivi”, ha dichiarato la commissaria, ricordando che il Montenegro guida attualmente il processo di adesione. Per Podgorica, ha spiegato, il passaggio fondamentale sarà raggiungere la conclusione del negoziato. Kos ha sottolineato di aver visitato il Montenegro più di qualsiasi altro Paese nel corso dell’anno, proprio in considerazione dei progressi compiuti verso l’adesione.

La commissaria ha inoltre richiamato le diverse sfide che attendono gli altri partner regionali, dalle prossime elezioni in Serbia alla necessità per l’Albania di mantenere il ritmo delle riforme. Quanto al Kosovo, ha ribadito l’importanza del rispetto del diritto internazionale e dello stato di diritto. Le sue dichiarazioni hanno confermato l’orientamento della Commissione a valutare i progressi dei singoli candidati sulla base dei risultati conseguiti, senza rinunciare agli standard richiesti per l’ingresso nell’Unione. Il vertice di Milocer si è quindi concluso con il passaggio della presidenza del Processo di Berlino dal Montenegro all’Austria e con un rinnovato impegno politico a sostenere l’integrazione europea dei Balcani occidentali.

A dodici anni dalla sua istituzione, l’iniziativa continua a rappresentare una delle principali sedi di cooperazione tra i sei Paesi della regione e i partner europei, con l’obiettivo di trasformare la prospettiva dell’adesione in risultati economici, istituzionali e infrastrutturali. Il 2028 è emerso come possibile orizzonte per il primo nuovo ingresso nell’Unione, quello del Montenegro, mentre le riforme interne e il superamento delle controversie bilaterali restano condizioni essenziali per il proseguimento dei negoziati. In questo quadro, il progetto Tips Clone annunciato dall’Italia costituisce uno degli esempi concreti di integrazione graduale sostenuti nel corso del vertice: un’iniziativa destinata a collegare più strettamente le economie balcaniche al sistema finanziario europeo, nella prospettiva di una futura adesione all’Ue.

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