Onu: dilaga la corruzione e l’evasione fiscale nel mondo

Onu: dilaga la corruzione e l’evasione fiscale nel mondo

K metro 0 – Agenzie – New York – La corruzione, l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro, nell’ambito degli appalti pubblici, nelle gare per la realizzazione di interventi di riqualificazione e manutenzione, dai rifiuti a quello sanitario, continuano a sottrarre ogni anno ai governi e ai popoli, nel mondo, migliaia di miliardi di dollari.

K metro 0 – Agenzie – New York – La corruzione, l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro, nell’ambito degli appalti pubblici, nelle gare per la realizzazione di interventi di riqualificazione e manutenzione, dai rifiuti a quello sanitario, continuano a sottrarre ogni anno ai governi e ai popoli, nel mondo, migliaia di miliardi di dollari.

Secondo uno studio del Fondo monetario internazionale (FMI), che fornisce un quadro dettagliato delle vicende corruttive in termini anche di dislocazione geografica e non, spiega: i trasferimenti degli utili societari verso paradisi fiscali costano collettivamente ai governi tra 500 e 600 miliardi di dollari l’anno, in mancati introiti fiscali. Allo stesso tempo, le organizzazioni criminali a livello mondiale – secondo uno studio che risale al 2011 dell’Ufficio delle Nazioni Unite per la droga e il crimine – riciclano ogni anno circa 1.600 miliardi di dollari, pari al 2,7% del PIL globale. “Si tratta di un volume di denaro enorme” che viene sottratto, ad esempio, alle politiche sociali, dichiara Ibrahim Mayaki, recentemente nominato co-presidente del Gruppo di alto livello per la responsabilità finanziaria internazionale, la trasparenza e l’integrità, istituito dall’Assemblea generale dell’Onu.

Dunque, sottolinea il rappresentante Onu, i flussi finanziari illeciti hanno conseguenze dirette sullo sviluppo e sul benessere delle persone. “Alimentano la criminalità organizzata, e il terrorismo”, sostiene Mayaki, “distolgono risorse che dovrebbero soddisfare le necessità sociali. Questo ha un impatto significativo sulle politiche anti-povertà”. E se non ci si impegnerà a contrastare questo fenomeno, sostiene l’Onu, non saremo in grado di raggiungere il primo obiettivo dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, e cioè l’eliminazione della povertà.

Mayaki, ha aggiunto: “I flussi finanziari illeciti sono contrari alla moralità, ma anche all’efficienza economica” – afferma il rappresentante Onu – “E’ nell’interesse di ogni governo, dunque, combattere questi processi per costruire politiche sociali che possano evitare l’implosione”. E ciò, conclude il rappresentante dell’Onu, si può fare solo se “gli Stati possono beneficiare di piattaforme internazionali, per scambiare le migliori pratiche e impegnarsi in meccanismi di cooperazione più efficaci”.

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