K metro 0 – Copenaghen – Suscita grande scalpore la notizia della polizia danese, secondo cui gli adolescenti svedesi vengono pagati per commettere gravi reati nel Paese, riportano i media. L’investigatore della polizia Torben Svarrer ha dichiarato ai media che il collegamento tra gli adolescenti svedesi e i criminali danesi è stato trovato dopo due
K metro 0 – Copenaghen – Suscita grande scalpore la notizia della polizia danese, secondo cui gli adolescenti svedesi vengono pagati per commettere gravi reati nel Paese, riportano i media.
L’investigatore della polizia Torben Svarrer ha dichiarato ai media che il collegamento tra gli adolescenti svedesi e i criminali danesi è stato trovato dopo due sparatorie avvenute questa settimana. “Abbiamo visto che i criminali cercano persone disposte a commettere gravi crimini sui social media e che i giovani svedesi, purtroppo, accettano di farlo dietro pagamento”, ha affermato. E così, due adolescenti svedesi di 17 e 16 anni sono stati messi in detenzione preventiva in Danimarca in quanto arrestati per le sparatorie avvenute mercoledì scorso rispettivamente a Kolding e a Copenaghen.
A giugno, due adolescenti svedesi erano già stati arrestati dalla polizia di Copenaghen per il loro presunto coinvolgimento nella violenza tra bande a Brondby. Le statistiche fornite dalla polizia svedese mostrano che nel 2023 sono stati registrati 283 attacchi armati tra bande rivali.
Ma c’è di più. L’agenzia turca Anadolu riporta di un islamofobo danese-svedese di estrema destra accusato di incitamento contro un gruppo etnico e di aver profanato un Corano nel 2022. La procura svedese non ha identificato il sospetto, ma i media lo hanno identificato come Rasmus Paludan. Le accuse si basano sui commenti di odio dell’accusato nei confronti di musulmani, arabi e africani e si riferiscono a eventi avvenuti a Malmo nell’aprile e nel settembre del 2022.
La data del processo non è stata annunciata, ma si prevede durerà due giorni. Paludan ha suscitato indignazione e condanna in tutto il mondo islamico dopo aver bruciato una copia del Corano davanti all’ambasciata turca a Stoccolma nel gennaio 2023.
L’intero mondo islamico dal penisola araba fino all’Asia, ha definito la manifestazione per il rogo del Corano una “vile protesta” sottolineando che “non è libertà di espressione insultare i valori sacri dei musulmani”.













