K metro 0 – Belgrado – La presidente dell’Assemblea nazionale della Serbia, Ana Brnabic, ha indetto per il 29 marzo le elezioni in nove amministrazioni locali. Le consultazioni per il rinnovo dei consigli comunali si terranno nei comuni di Bor, Arandjelovac, Bajina Basta, Kladovo, Knjazevac, Kula, Lucani, Majdanpek e Smederevska Palanka. Lo riporta l’agenzia di stampa
K metro 0 – Belgrado – La presidente dell’Assemblea nazionale della Serbia, Ana Brnabic, ha indetto per il 29 marzo le elezioni in nove amministrazioni locali. Le consultazioni per il rinnovo dei consigli comunali si terranno nei comuni di Bor, Arandjelovac, Bajina Basta, Kladovo, Knjazevac, Kula, Lucani, Majdanpek e Smederevska Palanka. Lo riporta l’agenzia di stampa “FoNet”. Brnabic ha ricordato che le precedenti elezioni locali si sono svolte il 3 aprile 2022 e ha precisato che, in conformità con la legge sulle elezioni locali, la decisione di indire il voto deve essere adottata non prima di 150 e non oltre 45 giorni prima della scadenza dei mandati, riferisce Nova.
Intanto gli avvocati in Serbia hanno avviato uno sciopero di tre giorni in segno di protesta contro le recenti modifiche alle leggi sulla giustizia approvate dal Parlamento di Belgrado a gennaio. Lo ha comunicato l’Ordine degli avvocati della Serbia (Aks). Durante lo sciopero, gli avvocati non si presenteranno davanti a tribunali, procure, organi statali, ufficiali giudiziari e notai, salvo nei casi urgenti.
L’Aks ha sottolineato che le modifiche al pacchetto di leggi “mettono a rischio i diritti umani fondamentali e le libertà dei cittadini” e che sono state approvate “senza dibattito pubblico e senza consultazioni con la professione, i procuratori, i giudici e gli organismi internazionali competenti”. Il Parlamento ha approvato le modifiche a gennaio e il presidente Aleksandar Vucic le ha firmate il 7 febbraio, nonostante gli avvertimenti dell’Unione europea, che ha definito la decisione un “passo indietro significativo” nel percorso europeo del Paese balcanico. Organizzazioni professionali, tra cui il Consiglio superiore della magistratura e della Procura, hanno avvertito che tali modifiche potrebbero compromettere l’indipendenza della giustizia. Il ministro della Giustizia Nenad Vujic ha dichiarato che eventuali correzioni alle leggi sono possibili qualora la Commissione di Venezia presenti osservazioni sostanziali.













