K metro 0 – Erevan – Le guerre in corso in Ucraina e il conflitto con l’Iran riguardano direttamente tutti i Paesi europei e producono effetti non solo economici. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer nel suo intervento all’ottavo vertice della Comunità politica europea a Erevan. “Il contesto e la situazione generale
K metro 0 – Erevan – Le guerre in corso in Ucraina e il conflitto con l’Iran riguardano direttamente tutti i Paesi europei e producono effetti non solo economici. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer nel suo intervento all’ottavo vertice della Comunità politica europea a Erevan. “Il contesto e la situazione generale sono cambiati: ora stiamo assistendo a una guerra su due fronti e siamo entrati nel quinto anno di guerra in Ucraina”, ha affermato Starmer, aggiungendo che “parallelamente è in corso anche il conflitto con l’Iran, ed entrambi questi processi ci riguardano tutti”.
Il premier britannico ha sottolineato che nel Regno Unito e in altri Paesi si registrano “attacchi per procura nelle nostre strade” e attacchi informatici “organizzati da Russia e Iran”. “Non si tratta di minacce lontane e astratte: sono molto reali. E noi, come sempre, siamo al fianco di Vladimir Zelensky e lo sosteniamo”, ha dichiarato Starmer.
Le Forze armate britanniche possono solo “pensare” a prepararsi alla guerra a causa della mancanza di fondi per nuovi armamenti fino al 2030, ha dichiarato il generale britannico in congedo Richard Barrons, coautore della revisione strategica della difesa, che ha dichiarato al quotidiano “The Times” che il ministero della Difesa è andato “indietro” dallo scorso giugno, quando il rapporto è stato pubblicato, aggiungendo che la carenza di investimenti sta “indebolendo” la base industriale e spingendo le aziende della difesa all’estero.
L’Esercito britannico dispone “a malapena” delle risorse per mezzi tradizionali come carri, elicotteri e artiglieria, ha spiegato Barrons, secondo cui mancano invece i fondi per sistemi moderni come droni, munizioni vaganti e tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. Secondo il concetto “20-40-40”, illustrato dal capo di Stato maggiore Roly Walker, il 20 per cento delle capacità future sarà basato su sistemi tradizionali, il 40 per cento su equipaggiamenti “attritable”, a basso costo e sacrificabili, e il restante 40 per cento su armi consumabili. Tuttavia, secondo Barrons, l’Esercito non può permettersi di finanziare l’80 per cento rappresentato da queste tecnologie avanzate, e anche Marina e Aeronautica non dispongono di risorse sufficienti per fare più che “pensare” a come ripristinare la propria efficacia operativa.













