K metro 0 – Londra – Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha annunciato le dimissioni dall’incarico a Downing Street e di leader del Partito laburista. Durante una conferenza stampa a Downing Street, ha difeso il proprio operato ricordando di aver preso le redini, sei anni fa, di un Partito laborista “politicamente, finanziariamente e moralmente fallito”. “Ecco
K metro 0 – Londra – Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha annunciato le dimissioni dall’incarico a Downing Street e di leader del Partito laburista. Durante una conferenza stampa a Downing Street, ha difeso il proprio operato ricordando di aver preso le redini, sei anni fa, di un Partito laborista “politicamente, finanziariamente e moralmente fallito”. “Ecco perché mi dimetterò da leader del Partito laborista. Ho parlato con sua maestà il re stamattina per informarlo della mia decisione”, ha detto il primo ministro britannico, spiegando che “rimarrà in carica come primo ministro fino alla conclusione della competizione” per la leadeship e che “farà tutto il possibile per garantire un passaggio di poteri ordinato”. Starmer ha aggiunto, inoltre, che garantirà al suo successore il suo “pieno e inequivocabile sostegno”.
Il premier ha sottolineato che all’epoca molti ritenevano il Labour “finito” ed erano convinti che una vittoria elettorale fosse impossibile. “Ma abbiamo dimostrato che quelle persone si sbagliavano”, ha affermato Starmer, rivendicando di aver “estirpato il veleno dell’antisemitismo” e di aver ripristinato la fiducia del Paese nell’economia, nella difesa e nella sicurezza nazionale. Il leader laborista ha inoltre sostenuto di aver riportato il partito a schierarsi “con orgoglio accanto alla nostra bandiera nazionale, e non contro di essa”, presentando queste riforme come la base della successiva vittoria elettorale del Labour.
Starmer ha comunicato di aver già informato re Carlo della decisione e ha reso noto di aver chiesto al Comitato esecutivo nazionale del Labour di avviare la procedura per l’elezione del nuovo leader, con “l’apertura ufficiale delle candidature fissata per il 9 luglio”. Secondo il premier uscente, il calendario consentirà al partito di “scegliere il successore entro il ritorno del Parlamento a settembre”, garantendo così “una transizione ordinata alla guida del governo” e del Labour.













