K metro 0 – Parigi – L’ondata di calore che sta investendo gran parte dell’Europa sta costringendo governi e amministrazioni locali ad adottare provvedimenti sempre più severi per limitare i rischi per la salute pubblica. La situazione più delicata resta quella francese, dove la capitale ha introdotto restrizioni straordinarie sul consumo di alcolici negli spazi
K metro 0 – Parigi – L’ondata di calore che sta investendo gran parte dell’Europa sta costringendo governi e amministrazioni locali ad adottare provvedimenti sempre più severi per limitare i rischi per la salute pubblica. La situazione più delicata resta quella francese, dove la capitale ha introdotto restrizioni straordinarie sul consumo di alcolici negli spazi pubblici nel tentativo di alleggerire la pressione sugli ospedali, mentre in Spagna il caldo ha già portato all’annullamento di eventi sportivi e culturali e all’attivazione delle massime allerte meteorologiche. Lo riferiscono la BBC e The Independent.
A Parigi il prefetto di polizia ha disposto il divieto temporaneo di consumare bevande alcoliche in strada e ha limitato la vendita di alcolici da asporto nelle ore serali e notturne. Restano esclusi i bar e i ristoranti regolarmente autorizzati. La misura punta a ridurre gli episodi che potrebbero aggravare il lavoro dei servizi di emergenza in un momento in cui il sistema sanitario è già sottoposto a forte pressione.
Secondo quanto riferito dalla BBC, le autorità francesi temono un ulteriore aumento dei ricoveri dovuti a colpi di calore, disidratazione e malori provocati dalle temperature eccezionali. Il capo della polizia di Parigi, Patrice Faure, ha parlato di strutture ospedaliere prossime alla saturazione, mentre il governo ha elevato il livello del piano di emergenza sanitaria Orsan per rafforzare il personale e garantire l’assistenza ai pazienti più vulnerabili.
La ministra della Salute Stéphanie Rist ha invitato i cittadini a modificare le proprie abitudini, ricordando che il caldo rappresenta un rischio anche per le persone giovani e in buona salute. I servizi di emergenza della capitale hanno registrato un forte incremento degli arresti cardiaci nelle ultime ventiquattro ore, mentre il sindaco Emmanuel Grégoire ha chiesto ai parigini di evitare attività sportive nelle ore più calde della giornata.
L’emergenza si estende ben oltre la capitale. A Rennes il termometro ha superato i 41 gradi, battendo il precedente record cittadino, e diversi reparti di terapia intensiva hanno raggiunto il limite della propria capacità operativa. I sindacati degli insegnanti hanno proclamato proteste denunciando condizioni di lavoro ormai insostenibili, mentre il festival musicale Garorock ha cancellato la giornata inaugurale per motivi di sicurezza. Anche tre centrali nucleari francesi sono state temporaneamente fermate a causa delle elevate temperature.
L’aria rovente, però, non si ferma ai confini francesi. In Germania il servizio meteorologico nazionale prevede punte vicine ai 40 gradi in numerose regioni. Il meteorologo Oliver Reuter ha definito questa fase “potenzialmente storica”, mentre ad Amburgo è stata annullata la mezza maratona prevista nel fine settimana. Deutsche Bahn ha inoltre consentito ai passeggeri di rinviare gratuitamente i propri viaggi per evitare spostamenti durante i giorni più critici.
Anche la Repubblica Ceca si prepara ad affrontare temperature eccezionali, con picchi che potrebbero sfiorare i 40 gradi. Situazione analoga in Austria, dove Vienna è attesa da un fine settimana particolarmente difficile, mentre nei Paesi Bassi è stato dichiarato il codice rosso in numerose province. In Lussemburgo è stata prorogata l’allerta massima e in Svizzera MeteoSuisse ha segnalato un livello di siccità definito significativo.
Il Regno Unito non è immune. Il Met Office ha esteso l’allerta rossa per il caldo estremo a Londra e a gran parte dell’Inghilterra sud-orientale, avvertendo che le temperature eccezionali possono avere conseguenze gravi sull’intera popolazione e non soltanto sulle categorie più fragili.
In Italia, gli effetti dell’ondata di calore si fanno sentire anche sul patrimonio culturale. La Galleria degli Uffizi di Firenze ha sospeso temporaneamente la vendita dei biglietti, consentendo l’accesso soltanto ai visitatori già prenotati. La direzione del museo ha spiegato che l’impianto di climatizzazione non riesce a garantire condizioni adeguate con l’attuale afflusso di pubblico e con temperature interne che hanno superato i 32 gradi. Il picco del caldo è atteso nei prossimi giorni, quando in diverse regioni del Nord si potrebbero raggiungere i 40 gradi, con minime notturne vicine ai 30. “Sono finiti i giorni di giugno del secolo scorso con temperature diurne di 32 gradi e notturne di 17”, ha osservato il meteorologo Lorenzo Tedici. “Siamo talmente abituati agli eccessi che oggi consideriamo quasi favorevole una previsione di 34 gradi”.
La Spagna continua tuttavia a essere uno dei Paesi più colpiti. Dopo i 45,1 gradi registrati ad Andújar, in Andalusia, il sistema nazionale di monitoraggio MoMo ha rilevato oltre duecento decessi potenzialmente collegati al caldo in pochi giorni. Nel Paese Basco, tradizionalmente caratterizzato da un clima molto più mite rispetto al resto della penisola iberica, l’agenzia meteorologica Aemet ha emesso un’allerta rossa per temperature che a San Sebastián potrebbero raggiungere i 40 gradi.
Come evidenzia The Independent, proprio nelle regioni settentrionali della Spagna le autorità locali hanno deciso di cancellare numerosi eventi sportivi e culturali all’aperto per ridurre i rischi legati alle temperature estreme. Si tratta di una misura eccezionale in un’area che raramente sperimenta valori termici così elevati e che testimonia la portata dell’emergenza climatica di questi giorni.
Il portavoce di Aemet, Rubén del Campo, ha spiegato che in molte zone della Spagna le temperature si mantengono tra i cinque e i dieci gradi sopra le medie stagionali. A rendere ancora più difficile la situazione contribuiscono le cosiddette “notti tropicali”, durante le quali il termometro non scende sotto i 25-30 gradi, impedendo alle persone e alle infrastrutture di raffreddarsi.
Secondo il programma europeo Copernicus, l’Europa è il continente che si riscalda più rapidamente al mondo, con un ritmo circa doppio rispetto alla media globale. Le conseguenze sono ormai evidenti: incendi più frequenti, crescente pressione sulle risorse idriche, sistemi sanitari messi a dura prova e città costrette a rivedere l’organizzazione di trasporti, manifestazioni pubbliche e grandi eventi. L’ondata di caldo di questi giorni conferma come il cambiamento climatico non rappresenti più soltanto una prospettiva futura, ma una realtà con cui le capitali europee devono confrontarsi già oggi.
di Sandro Doria













