Kalashnikov e lanciagranate: cresce il mercato nero delle armi in Spagna

Kalashnikov e lanciagranate: cresce il mercato nero delle armi in Spagna

K metro 0 – Madrid – Dodici fucili Kalashnikov nascosti in un Porsche Cayenne abbandonato lungo l’autostrada AP-7, nei pressi di Figueres. Sei armi da guerra sequestrate insieme a oltre tre tonnellate di droga durante un blitz contro un’organizzazione di narcotrafficanti in Andalusia. E, pochi giorni dopo, perfino un lanciagranate recuperato nel corso di un’altra

K metro 0 – Madrid – Dodici fucili Kalashnikov nascosti in un Porsche Cayenne abbandonato lungo l’autostrada AP-7, nei pressi di Figueres. Sei armi da guerra sequestrate insieme a oltre tre tonnellate di droga durante un blitz contro un’organizzazione di narcotrafficanti in Andalusia. E, pochi giorni dopo, perfino un lanciagranate recuperato nel corso di un’altra operazione antidroga a Talavera de la Reina. Non sono episodi isolati, ma il segnale di una tendenza che preoccupa sempre di più le autorità spagnole.

Secondo il rapporto “Apretando el gatillo: violencia armada en Europa”, ripreso da RTVE.es, il traffico illecito di armi sta vivendo una nuova fase di espansione. A spingerlo sono soprattutto le organizzazioni del narcotraffico, che dispongono di armamenti sempre più sofisticati e facilmente reperibili sul mercato clandestino.

A rendere ancora più delicato lo scenario c’è il conflitto in Ucraina. Roberto Expósito, titolare dell’armeria Monforte, ha spiegato a RTVE.es che l’enorme quantità di armi impiegate nella guerra potrebbe finire, una volta cessate le ostilità, nei circuiti illegali europei. Uno scenario che, a suo giudizio, rischia di aumentare ulteriormente il livello di violenza e di mettere le forze di sicurezza di fronte a gruppi criminali sempre meglio equipaggiati.

Il fenomeno non riguarda soltanto la Spagna. Per la sua posizione geografica il Paese rappresenta uno degli snodi principali del narcotraffico diretto verso il resto del continente, ma il traffico di armi interessa ormai gran parte dell’Europa. Le rotte che attraversano i Balcani occidentali continuano ad alimentare il mercato clandestino, mentre i grandi porti del Nord Europa, come Rotterdam e Anversa, sono considerati punti strategici sia per il traffico di stupefacenti sia per quello di armamenti. Sullo sfondo rimane l’incognita delle armi provenienti dal teatro di guerra ucraino, un elemento che gli esperti di sicurezza seguono con crescente attenzione.

I dati raccolti dallo Small Arms Survey dell’Istituto di Studi Internazionali e dello Sviluppo di Ginevra fotografano una situazione complessa. In Spagna i civili detengono oltre 3,4 milioni di armi: circa 2,7 milioni sono regolarmente registrate, mentre quasi 800 mila sfuggirebbero ai registri ufficiali.

Nonostante questi numeri, la Spagna continua a mantenere livelli relativamente contenuti di omicidi commessi con armi da fuoco. Il vero elemento di preoccupazione, sottolineano gli analisti, è la crescente disponibilità di armamenti militari nelle mani delle organizzazioni criminali impegnate nel traffico internazionale di droga.

Anche il prezzo rende il mercato clandestino particolarmente attrattivo. Secondo le stime dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC), una pistola nuova può costare tra i 1.500 e i 2.000 euro, mentre per un mitra si possono spendere fino a 5.000 euro. Le armi modificate o di provenienza illecita, invece, vengono vendute anche per 300-500 euro, cifre che ne facilitano la diffusione negli ambienti della criminalità.

Per limitare il fenomeno, la Guardia Civil continua a sequestrare e distruggere migliaia di armi ogni anno. Solo nel 2025 ne sono state eliminate oltre 80 mila, tra esemplari confiscati, consegnati volontariamente o ritirati per disposizione dell’autorità giudiziaria. Per le Nazioni Unite, che il 9 luglio celebrano la Giornata internazionale per la distruzione delle armi da fuoco, eliminare gli armamenti illegali resta uno degli strumenti più efficaci per ridurre la violenza.

Completamente diversa è la situazione del mercato legale. In Spagna non vengono più prodotte pistole: l’industria nazionale è ormai specializzata quasi esclusivamente in fucili destinati alla caccia e alle discipline sportive. Oltre il 90% delle armi registrate dalla Guardia Civil appartiene infatti a questa categoria, mentre quelle autorizzate per la difesa personale rappresentano una quota minima.

Cresce invece il comparto della sicurezza privata. Secondo l’Observatorio Sectorial DBK, nel 2024 il settore ha superato i 6,4 miliardi di euro di fatturato, sostenuto dall’aumento della domanda di vigilanza, sistemi di allarme e trasporto valori. Un’espansione che ha favorito anche le aziende specializzate nella manutenzione delle armi in dotazione agli istituti di sicurezza, un’attività obbligatoria per legge e sempre più rilevante dal punto di vista economico.

di Sandro Doria

Condividi su:
Condividi:

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Che tempo fa



Condividi su: