Netanyahu chiama Trump: Sollevata disputa Erdogan con Israele

Netanyahu chiama Trump: Sollevata disputa Erdogan con Israele

K metro 0 – Tel Aviv – Le tensioni tra Turchia e Israele hanno raggiunto livelli alti, trasformandosi in una delle rivalità più complesse del Medio Oriente. La rottura tra i due Paesi, è degenerata in uno scontro di retoriche molto aspro, con accuse reciproche di genocidio e minacce di intervento militare. La guerra di

K metro 0 – Tel Aviv – Le tensioni tra Turchia e Israele hanno raggiunto livelli alti, trasformandosi in una delle rivalità più complesse del Medio Oriente. La rottura tra i due Paesi, è degenerata in uno scontro di retoriche molto aspro, con accuse reciproche di genocidio e minacce di intervento militare. La guerra di parole si è fatta più aspra dall’inizio della guerra di Israele a Gaza, nel 2023. Ma ora sembra sfuggire di mano.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si sono scambiati pesanti accuse, arrivando persino a paragonare le rispettive leadership a dittatori. Il presidente turco, sostiene inoltre, che le campagne di bombardamento israeliane in Siria e in Libano rappresentassero una minaccia per la sicurezza della Turchia e di tutta la regione.

Intanto, il premier israeliano Netanyahu, ha avuto un colloquio con il presidente americano, Donald Trump, sulle tensioni regionali e le recenti dichiarazioni contro Israele del presidente turco Erdogan e dei suoi collaboratori. Lo riferisco l’ufficio del Primo Ministro, spiegando che durante il colloquio è stato concordato di proseguire il coordinamento tra i due Paesi sui diversi fronti.

Secondo la nota diffusa dall’ufficio di Netanyahu, Trump lo ha aggiornato sulle operazioni americane nel Golfo, mentre il leader israeliano ha “sollevato la gravità delle dichiarazioni di Erdogan e dei suoi esponenti contro l’esistenza dello Stato di Israele”.

La guerra in Iran ha rafforzato la posizione di Ankara. La Turchia ha consolidato il proprio ruolo di mediatore tra Usa e Iran, ha migliorato il proprio standing all’interno della NATO ed è riuscito a mantenere buoni rapporti con Trump, pur rifiutandosi di sostenere la sua guerra.

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