Netanyahu resta senza invito alla Casa Bianca: i rapporti con Trump ai minimi K metro 0 – Tel Aviv – Benjamin Netanyahu dovrà rinviare il suo ritorno alla Casa Bianca. Il viaggio del premier israeliano negli Stati Uniti è stato cancellato e l’atteso incontro con Donald Trump, previsto nei prossimi giorni, non si terrà. La
Netanyahu resta senza invito alla Casa Bianca: i rapporti con Trump ai minimi
K metro 0 – Tel Aviv – Benjamin Netanyahu dovrà rinviare il suo ritorno alla Casa Bianca. Il viaggio del premier israeliano negli Stati Uniti è stato cancellato e l’atteso incontro con Donald Trump, previsto nei prossimi giorni, non si terrà. La motivazione ufficiale parla del rinvio dei funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham, storico alleato di Israele, ma dietro la decisione si intravedono tensioni politiche ben più profonde.
Dopo la guerra con l’Iran, conclusasi senza i risultati sperati né da Washington né da Gerusalemme, i rapporti tra Trump e Netanyahu si sono raffreddati sensibilmente. Il presidente americano, spinto anche dalle pressioni della sua base elettorale MAGA, avrebbe scelto di favorire un fragile dialogo con Teheran, una linea che il governo israeliano considera una pericolosa apertura verso il regime degli Ayatollah.
Le indiscrezioni raccontano di un duro confronto telefonico tra i due leader, seguito da un successivo colloquio più disteso, ma insufficiente a ricucire lo strappo. A rendere ancora più evidente il clima di diffidenza sono state le parole del vicepresidente JD Vance, che ha accusato alcuni esponenti del governo israeliano di cercare di influenzare l’opinione pubblica americana per mantenere aperto il conflitto in Medio Oriente.
Fonti vicine all’amministrazione statunitense sostengono inoltre che l’incontro tra Trump e Netanyahu non sia mai stato realmente inserito nell’agenda della Casa Bianca. Per il premier israeliano, alle prese con una delicata campagna elettorale in vista del voto di ottobre, resta la speranza che i funerali di Lindsey Graham possano offrire una nuova occasione per riaprire il dialogo con Washington e rilanciare un rapporto oggi più fragile che mai.













