K metro 0 – Tripoli – La National Oil Corporation (Noc) libica ha rivolto un nuovo invito alle compagnie internazionali a investire nello sviluppo delle risorse di gas naturale del Paese, con l’obiettivo di soddisfare la crescente domanda interna di energia e destinare l’eventuale produzione eccedente ai mercati esteri. Lo ha dichiarato il presidente della
K metro 0 – Tripoli – La National Oil Corporation (Noc) libica ha rivolto un nuovo invito alle compagnie internazionali a investire nello sviluppo delle risorse di gas naturale del Paese, con l’obiettivo di soddisfare la crescente domanda interna di energia e destinare l’eventuale produzione eccedente ai mercati esteri. Lo ha dichiarato il presidente della compagnia petrolifera statale, Masoud Suleiman, aprendo ieri a Tripoli la seconda edizione del seminario tecnico dedicato alla strategia della Noc per il settore. Suleiman ha spiegato che la visione della compagnia poggia sull’aumento degli investimenti e sulla realizzazione di nuovi progetti per trasformare le risorse individuate in riserve accertate e successivamente in produzione commerciale. La Libia dispone, secondo le stime presentate durante l’incontro, di circa 53 mila miliardi di piedi cubi di riserve di gas (1.500 mila miliardi di metri cubi), distribuite in giacimenti terrestri e offshore. La Noc punta quindi a costruire nuove partnership internazionali, trasferire competenze e tecnologie e creare maggiori opportunità per le imprese private e la manodopera libiche.
Il presidente della Noc ha inoltre confermato l’impegno della società nel rispetto degli accordi internazionali per la riduzione delle emissioni. Suleiman ha richiamato i progressi compiuti nel recupero del gas precedentemente bruciato in torcia e ha ribadito l’obiettivo di avvicinarsi all’azzeramento del flaring, pratica ancora diffusa nei campi petroliferi libici. Il recupero di questi volumi consentirebbe di aumentare le forniture alle centrali elettriche senza dover attendere lo sviluppo completo di nuovi giacimenti. Nonostante l’ampiezza delle riserve, il settore del gas libico risente da anni della carenza di investimenti, del deterioramento delle infrastrutture e del naturale declino dei principali campi in produzione. Parallelamente, l’aumento dei consumi delle centrali elettriche ha ridotto le quantità disponibili per l’esportazione. I flussi verso l’Italia attraverso il gasdotto Greenstream, che collega il complesso di Mellitah a Gela, in Sicilia, sono scesi da circa 1,4 miliardi di metri cubi nel 2024 a un miliardo nel 2025, ben al di sotto delle potenzialità dell’infrastruttura.
L’Italia e l’Eni occupano una posizione centrale nei piani di rilancio. Alla fine di giugno, Eni e Noc hanno avviato il progetto di compressione di Sabratha, destinato a contrastare il calo naturale del giacimento offshore di Bahr Essalam e ad aggiungere circa 800 milioni di metri cubi di gas all’anno. A marzo, il gruppo italiano aveva inoltre annunciato due nuove scoperte a sud dello stesso giacimento, con risorse complessive superiori a mille miliardi di piedi cubi. La vicinanza alle infrastrutture esistenti dovrebbe consentirne uno sviluppo più rapido. A questi interventi si aggiunge il progetto offshore “Structures A&E”, promosso da Eni e Noc per alimentare sia il mercato libico sia le esportazioni verso l’Italia attraverso Greenstream. Il piano prevede, a regime, una produzione congiunta di circa 750 milioni di piedi cubi standard al giorno (circa 21,2 milioni di metri cubi standard al giorno, pari a circa 7,75 miliardi di metri cubi all’anno).
Lo sviluppo del gas è considerato strategico anche per liberare maggiori volumi di petrolio destinati all’esportazione, sostituendo il greggio e i prodotti raffinati ancora utilizzati nella generazione elettrica. Il seminario, organizzato all’hotel Corinthia di Tripoli, si è svolto alla presenza del ministro del Petrolio e del Gas, Khalifa Abdulsadek, dei membri del consiglio di amministrazione della Noc, dei vertici delle compagnie petrolifere libiche, di rappresentanti delle società internazionali e di esperti del settore. L’iniziativa fa seguito alle raccomandazioni formulate durante la prima edizione ed è finalizzata a individuare progetti concretamente finanziabili e nuovi modelli di collaborazione con gli investitori esteri.













