K metro 0 – Rafah – Un ufficiale dell’Arma dei Carabinieri è destinato ad assumere la guida di Eubam Rafah, la missione civile dell’Unione europea dispiegata al valico tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. Lo ha anticipato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, precisando tuttavia che la nomina non è stata ancora formalizzata. “Non c’è
K metro 0 – Rafah – Un ufficiale dell’Arma dei Carabinieri è destinato ad assumere la guida di Eubam Rafah, la missione civile dell’Unione europea dispiegata al valico tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. Lo ha anticipato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, precisando tuttavia che la nomina non è stata ancora formalizzata. “Non c’è ancora l’ufficialità, ma fra di voi ci sarà chi andrà a comandare la missione di Rafah”, ha dichiarato il titolare della Farnesina rivolgendosi ai militari dell’Arma durante l’evento conclusivo dell’iniziativa “L’Arma dei Carabinieri incontra la diplomazia”. L’incontro, dal titolo “La lotta ai traffici illeciti. Sfide internazionali e buone pratiche di collaborazione del Sistema Italia”, si è tenuto oggi alla Farnesina. Tajani non ha indicato il nome dell’ufficiale né la data prevista per l’assunzione dell’incarico.
Eubam Rafah, acronimo di European Union Border Assistance Mission for the Rafah Crossing Point, è una missione civile non esecutiva istituita dall’Ue nel 2005, nell’ambito della Politica di sicurezza e difesa comune, in seguito all’accordo sulla gestione del valico raggiunto da Israele e Autorità palestinese. La missione non sostituisce le autorità palestinesi e non esercita direttamente funzioni di polizia: fornisce una presenza terza e neutrale, monitora le operazioni di frontiera, sostiene il coordinamento fra le parti e svolge attività di consulenza e formazione per il personale palestinese addetto al valico, in particolare polizia di frontiera e funzionari doganali. Il sostegno più ampio alla polizia civile e alle istituzioni giudiziarie palestinesi è invece affidato a Eupol Copps, l’altra missione civile dell’Ue nei Territori palestinesi.
Le operazioni di Eubam Rafah al valico furono sospese nel 2007, dopo la presa del controllo della Striscia di Gaza da parte di Hamas, e riattivate nel gennaio 2025 su richiesta di Israele e dell’Autorità palestinese e con il consenso dell’Egitto. Nella nuova fase, la missione ha contribuito alla riapertura controllata del passaggio, consentendo soprattutto il trasferimento di feriti e malati e il ricongiungimento di famiglie. Dopo un nuovo dispiegamento il 2 febbraio 2026, le attività sono state brevemente sospese alla fine dello stesso mese per il peggioramento della situazione regionale e sono riprese il 19 marzo. Al 19 giugno, la missione aveva agevolato oltre settemila attraversamenti nei due sensi, compresi 1.274 pazienti bisognosi di cure.
La consistenza del dispositivo varia in base alle esigenze operative e alle rotazioni. Per l’attuale fase, il Servizio europeo per l’azione esterna ha richiesto agli Stati contributori due squadre specializzate per complessivi 33 addetti: 12 esperti di polizia di frontiera e dogane e 21 operatori incaricati della sicurezza, della protezione armata e dell’assistenza sanitaria. Alla prima riattivazione del 2025, l’Italia aveva inviato sette carabinieri, aggiuntisi a due funzionari italiani già presenti nella missione, nell’ambito di un contingente della Forza di gendarmeria europea comprendente anche la Gendarmeria francese e la Guardia civil spagnola. Eubam Rafah è attualmente guidata dalla diplomatica bulgara Nataliya Apostolova, il cui mandato è stato prorogato fino al 30 settembre 2026, stessa data di scadenza dell’attuale mandato della missione. Per il periodo compreso tra luglio 2025 e settembre 2026, l’Unione europea ha stanziato circa 7,9 milioni di euro.













