Repubblica Ceca: Pavel pone veto su emendamento a legge di bilancio

Repubblica Ceca: Pavel pone veto su emendamento a legge di bilancio

K metro 0 – Praga  – Il presidente ceco, Petr Pavel, ha posto il veto su un emendamento alla legge sul bilancio pubblico. L’emendamento tornerà ora alla Camera dei Deputati, che ha già annunciato che annullerà il veto presidenziale. Nella sua motivazione, Pavel ha affermato che la legge modifica significativamente il modo in cui lo

K metro 0 – Praga  – Il presidente ceco, Petr Pavel, ha posto il veto su un emendamento alla legge sul bilancio pubblico. L’emendamento tornerà ora alla Camera dei Deputati, che ha già annunciato che annullerà il veto presidenziale. Nella sua motivazione, Pavel ha affermato che la legge modifica significativamente il modo in cui lo Stato, ovvero i governi attuali e futuri, gestirà il denaro pubblico. Secondo lui, ciò minaccerebbe la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche e, al contempo, indebolirebbe il controllo della Camera dei Deputati sul denaro pubblico a favore del governo.

La legge consentirebbe al governo, tra le altre cose, di aumentare la spesa per la difesa oltre il budget approvato dalla Camera dei Rappresentanti fino al 2036, tre anni in più rispetto a quanto previsto attualmente. Secondo la legge, la spesa superiore al due per cento del Pil non sarebbe inoltre inclusa nei quadri di bilancio approvati. Analogamente, il governo potrebbe aumentare la spesa per la costruzione di infrastrutture strategiche.

Intanto, l’Ufficio per la protezione della concorrenza (Uohs) della Repubblica Ceca ha confermato la legittimità dell’accordo quadro concluso dal ministero della Difesa con Ceska zbrojovka per la fornitura di armi leggere per un valore massimo di 4,26 miliardi di corone (180 milioni di euro), senza il ricorso a una gara aperta. Lo riferisce il portale “iRozhlas”. L’intesa, firmata lo scorso settembre e valida per il periodo 2025-2031, riguarda fucili Cz Bren 2, lanciagranate Cz Gl da 40 millimetri e pistole Cz P-10 C. Il ministero aveva fatto ricorso all’esenzione prevista per il materiale militare. Il presidente dell’Autorità antitrust,

Petr Mlsna, ha respinto il ricorso presentato dalla società Mpi Cz contro la componente dell’accordo relativa alle pistole, stabilendo che la versione richiesta dalla Difesa presenta caratteristiche specifiche per l’impiego militare e differisce dalle varianti disponibili sul mercato civile. Il ministero non è obbligato a utilizzare l’intero valore dell’accordo e potrà effettuare gli acquisti in base alle esigenze delle Forze armate.

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