K metro 0 – Parigi – L’incendio che da mercoledì interessa il dipartimento della Gironda ha bruciato 42 mila ettari e costretto complessivamente 220 mila persone a lasciare le proprie abitazioni o le località di villeggiatura. Lo ha reso noto la prefettura, secondo quanto riferisce l’emittente “Bfmtv”. Nel corso della notte le fiamme hanno registrato
K metro 0 – Parigi – L’incendio che da mercoledì interessa il dipartimento della Gironda ha bruciato 42 mila ettari e costretto complessivamente 220 mila persone a lasciare le proprie abitazioni o le località di villeggiatura. Lo ha reso noto la prefettura, secondo quanto riferisce l’emittente “Bfmtv”. Nel corso della notte le fiamme hanno registrato una “rapida propagazione”, favorita dalla combinazione tra vegetazione secca e vento, con raffiche fino a 40 chilometri orari. Intorno alle 20 di sabato è stato inoltre osservato un fenomeno di pirocumulonembo, mentre i salti di fuoco hanno contribuito in modo significativo all’avanzata dell’incendio. Le nuove evacuazioni hanno interessato, tra gli altri, i comuni di Marcheprime, Le Barp, Biganos, Mios e Cestas, alle porte dell’area metropolitana di Bordeaux.
“La città è fortunatamente deserta”, ha dichiarato il sindaco di Cestas, Jérôme Steffe, spiegando che le autorità stavano completando gli ultimi controlli per verificare che tutti gli abitanti avessero lasciato le proprie case. “La nostra priorità ora è sostenere i vigili del fuoco affinché possano combattere nel modo più efficace possibile contro questo flagello”, ha aggiunto. Al momento non è stata indicata alcuna data per il rientro della popolazione. Lo riporta Nova.
Il ministro dell’Interno francese, Laurent Nunez, ha avvertito che l’incendio “sarà lungo da combattere” e che “finché il fuoco non sarà circoscritto non sarà possibile alcun rientro” degli evacuati. Secondo Nunez, con quasi 200 mila persone già costrette a spostarsi prima delle ultime evacuazioni, si tratterebbe “molto probabilmente della più grande operazione di evacuazione di civili mai condotta in Francia al di fuori di un conflitto”. La situazione resta particolarmente instabile nell’area di Saumos, dove, secondo David Annotel, rappresentante della Federazione nazionale dei vigili del fuoco, “la notte non ha consentito di contenere realmente il fuoco nel perimetro previsto”. L’incendio ha inoltre avuto “forti ripercussioni sugli assi di circolazione”.
Il traffico ferroviario è stato interrotto fino a nuovo ordine a sud di Bordeaux, verso Arcachon e fino a Morcenx in direzione di Dax e Mont-de-Marsan, mentre l’autostrada A63 è stata parzialmente chiusa in entrambi i sensi di marcia. Restano mobilitati 950 gendarmi in Gironda e 400 nelle Landes per gestire evacuazioni, sorveglianza delle aree sgomberate, controllo dei flussi e accompagnamento dei residenti autorizzati a rientrare temporaneamente. Anche le Forze armate sono state impegnate a sostegno dei soccorritori, con bulldozer del genio militare per la realizzazione di fasce tagliafuoco, autobus e squadre mediche per il trasferimento degli evacuati, reparti destinati alla protezione delle abitazioni e mezzi aerei, tra cui un drone Reaper, sette elicotteri, un velivolo per le evacuazioni e un A400M modificato per la lotta agli incendi. La Marina ha già partecipato all’evacuazione di 1.300 persone. In Gironda 54 vigili del fuoco sono rimasti feriti. Un rappresentante sindacale della Cfdt ha denunciato l’insufficienza dei dispositivi di protezione, sostenendo che gli operatori, impegnati in turni di 24 ore, “si intossicano continuamente” e dispongono di equipaggiamenti inferiori a quelli necessari per affrontare incendi di tale intensità. Nelle Landes, il rogo di Biscarrosse ha perso intensità ed è ora “meglio contenuto, ma non ancora circoscritto”, dopo aver percorso 3.600 ettari. Restano attivi anche gli incendi nel Var, dove sono bruciati almeno 3.250 ettari e sono state evacuate circa duemila persone, e in Alta Corsica, con oltre 800 ettari interessati dalle fiamme.













