K metro 0 – Bruxelles – L’Unione europea sta valutando un nuovo metodo per approvare le sanzioni contro la Russia, dopo che la Grecia ha bloccato per settimane il più recente pacchetto di misure per ottenere un’esenzione a favore della compagnia di navigazione Dynagas. Lo riferisce il “Financial Times”, secondo cui funzionari europei stanno esaminando
K metro 0 – Bruxelles – L’Unione europea sta valutando un nuovo metodo per approvare le sanzioni contro la Russia, dopo che la Grecia ha bloccato per settimane il più recente pacchetto di misure per ottenere un’esenzione a favore della compagnia di navigazione Dynagas. Lo riferisce il “Financial Times”, secondo cui funzionari europei stanno esaminando la possibilità di adottare le restrizioni singolarmente o in piccoli gruppi tematici, riducendo così il margine dei singoli Stati membri per utilizzare il diritto di veto su una misura allo scopo di ottenere concessioni su dossier non collegati.
Atene aveva subordinato il proprio consenso al 21mo pacchetto di sanzioni alla possibilità per le navi di Dynagas, società dell’armatore greco George Prokopiou, di continuare a trasportare gas naturale liquefatto russo verso Paesi non appartenenti all’Ue anche dopo il gennaio 2027. L’esenzione è stata infine concessa e, secondo il quotidiano, rappresenta la prima attenuazione del regime complessivo delle sanzioni economiche europee contro Mosca. Il blocco greco aveva ritardato anche misure dirette a ridurre gli introiti russi dalle esportazioni di petrolio, congelare integralmente i beni di 94 istituzioni finanziarie russe e vietare le transazioni con 33 banche.
Diversi diplomatici europei – riferisce Nova – hanno criticato duramente la posizione di Atene, mentre le autorità greche hanno sostenuto che il divieto sul trasporto del gas russo fosse stato approvato per errore e avrebbe danneggiato soprattutto Dynagas, favorendo concorrenti cinesi o di altri Paesi extraeuropei senza incidere in misura significativa sull’economia russa. Secondo i sostenitori del nuovo metodo, l’approvazione separata delle misure consentirebbe al Consiglio dell’Ue di adottare rapidamente le restrizioni più efficaci, evitando che un’obiezione nazionale paralizzi l’intero pacchetto. Alcuni funzionari avvertono tuttavia che il sistema attuale permette agli Stati membri di valutare congiuntamente i costi economici delle sanzioni e di distribuirne più equamente l’impatto. La Commissione europea non ha commentato l’ipotesi di una revisione della strategia.













