K metro 0 – Bruxelles – Nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura distrettuale antimafia (Dda) di Brescia, la Guardia di finanza in sinergia con le autorità di Spagna e Portogallo, hanno portato a termine una vasta operazione di controllo e contrasto al narcotraffico internazionale nelle acque dell’Oceano Atlantico. L’intervento ha consentito di intercettare un
K metro 0 – Bruxelles – Nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura distrettuale antimafia (Dda) di Brescia, la Guardia di finanza in sinergia con le autorità di Spagna e Portogallo, hanno portato a termine una vasta operazione di controllo e contrasto al narcotraffico internazionale nelle acque dell’Oceano Atlantico.
L’intervento ha consentito di intercettare un gommone oceanico ultraveloce, del tipo “go-fast”, e di sottoporre a sequestro un ingente carico di sostanza stupefacente, pari a oltre 2,6 tonnellate di cocaina. Nel corso dell’operazione sono stati arrestati quattro soggetti presenti a bordo del “go-fast”: due cittadini spagnoli, un cittadino di Gibilterra e un cittadino albanese, quest’ultimo residente a Mantova e domiciliato nella provincia di Brescia.
Il fermo del natante, avvenuto al largo delle coste di Lisbona a cura della Policia Maritima portoghese, è stato reso possibile grazie all’attivazione dei canali di cooperazione internazionale di polizia con i collaterali organi di Spagna e Portogallo, con il supporto del Maritime analysis and operations centre – Narcotics (Maoc-N) di Lisbona e della Direzione centrale per i Servizi antidroga (Dcsa). Il monitoraggio dell’obiettivo è stato costantemente eseguito mediante l’impiego dei mezzi aerei del Corpo dotati di tecnologie di ultima generazione per la sorveglianza marittima, rischierati in territorio iberico nell’ambito dei moduli per il controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea.
La partita di droga avrebbe garantito profitti illeciti enormi: il valore del carico sequestrato è stimato in circa 78 milioni di euro sul mercato all’ingrosso. Una volta giunta a destinazione e sottoposta alle successive operazioni di taglio per lo spaccio al dettaglio, la sostanza stupefacente avrebbe generato un giro d’affari complessivo pari a circa 500 milioni di euro.













