K metro 0 – Roma – Il presidente della FIFA Gianni Infantino ha pubblicato un post su Instagram in cui polemizza contro chi ha criticato l’organizzazione e la gestione della Coppa del Mondo 2026. “Mentre voi dividete, noi uniamo”, si legge nella pubblicazione sul suo account personale, composta da 15 slide. Tuttavia, mentre la FIFA
K metro 0 – Roma – Il presidente della FIFA Gianni Infantino ha pubblicato un post su Instagram in cui polemizza contro chi ha criticato l’organizzazione e la gestione della Coppa del Mondo 2026. “Mentre voi dividete, noi uniamo”, si legge nella pubblicazione sul suo account personale, composta da 15 slide. Tuttavia, mentre la FIFA difende il proprio operato, le polemiche riguardo ai Mondiali di quest’anno continuano a essere sulla bocca di tutti.
“Il mio messaggio è a tutti quelli che si sono persi il nostro gioco avvincente, le emozioni, le esultanze e la gioia”, si legge nel post di Infantino. “A tutti quelli che si sono persi i ragazzi, i bambini, i nonni e i genitori stringersi insieme per questo gioco, mi dispiace che le partite siano ora finite e mi dispiace che vi siate persi tutta quella gioia e unione. Mi dispiace che siate stati così presi dalle critiche piene di odio da perdervi tutto.”
Il messaggio del presidente della FIFA è rivolto a “coloro che si nascondono dietro le loro penne e carte, dietro i loro schermi”, per ribadire che, mentre loro erano “impegnati a seminare odio”, la FIFA stava realizzando “il più grande evento del mondo”. Le slide sottolineano inoltre come la FIFA sia stata attenta ai temi dell’unione e della sicurezza per “far condividere momenti di amore in tutto il mondo”, in un evento “senza violenza e incidenti”.
Nel post, Infantino ringrazia i tre Paesi ospitanti e commenta gli episodi specifici che hanno sollevato polemiche prima, durante e dopo lo svolgimento del torneo. “L’Iran è entrato negli Stati Uniti senza incidenti o conflitti”, cita una delle slide, sottolineando come la FIFA abbia lavorato incessantemente per unire due Paesi in guerra.
Le parole del presidente della FIFA sono però in contrasto con quelle degli esponenti della nazionale iraniana. Il commissario tecnico Amir Ghalenoei ha infatti dichiarato che la sua squadra è stata la “più oppressa” del torneo, mentre il centravanti Mehdi Taremi ha definito questo Mondiale “un disastro”. Gli Stati Uniti hanno infatti vietato l’ingresso ai membri dello staff della nazionale iraniana e hanno costretto la selezione persiana a spostare la propria base operativa dall’Arizona a Tijuana, in Messico. Ai giocatori iraniani è stata vietata la permanenza negli Stati Uniti ed è stato consentito loro di entrare nel Paese soltanto in occasione delle partite, sottoponendoli ai controlli d’immigrazione e imponendo loro di rientrare in Messico la sera stessa di ogni incontro.

Nel post su Instagram, Infantino interviene anche sul tema dei visti negati: “Avete menzionato le poche persone a cui è stato negato il visto, tralasciando però i milioni di persone a cui è stato concesso, provenienti da ogni parte del mondo”. La polemica non riguardava solo l’Iran, ma anche i tifosi di Haiti, Senegal e Costa d’Avorio, colpiti dai divieti di viaggio imposti dall’amministrazione Trump. Un altro caso noto è quello dell’arbitro somalo Omar Artan, a cui è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti a causa della sua “associazione con presunti membri di organizzazioni terroristiche”, nonostante fosse in possesso di un passaporto diplomatico e di un visto per un singolo ingresso.
Le polemiche sul Mondiale riguardano anche il “caso Belagun”, il calciatore statunitense che ha visto la squalifica revocata dopo una telefonata di Donald Trump allo stesso Infantino. Nel post, il presidente della FIFA afferma che “certe decisioni sono routine e sono ampiamente accettate in alcune delle maggiori leghe del mondo”. Il Comitato Olimpico Internazionale ha dichiarato che non indagherà su Infantino per eventuali violazioni del principio di neutralità politica.
Il messaggio di pace e di sportività pubblicato dal presidente della FIFA contrasta infine con le immagini della rissa scoppiata per mano dei giocatori argentini dopo la finale. Nahuel Molina ha infatti sferrato un pugno all’addome del capitano spagnolo Rodri mentre quest’ultimo esultava per la vittoria, mentre Leandro Paredes ha aggredito Gavi ed Eric García con spinte, calci e mani al collo. La selezione albiceleste ha infine voltato le spalle alla premiazione della Spagna, nonostante non vi fossero stati favoritismi nei confronti della nazionale europea. La condotta violenta e antisportiva della selezione argentina è rimasta impunita dalla federazione calcistica internazionale, che ha preferito chiudere gli occhi davanti alle aggressioni dei calciatori argentini.
Le polemiche sull’Argentina riguardano anche i tifosi, protagonisti di episodi deprecabili. In occasione delle partite contro Algeria e Inghilterra, sono stati coinvolti in scontri con i sostenitori avversari. Ma il caso più discusso è quello degli insulti razzisti rivolti allo YouTuber afroamericano IShowSpeed, aggredito verbalmente da un tifoso argentino durante la partita contro Capo Verde.
“Sono incredibilmente orgoglioso, in qualità di presidente della FIFA, di aver contribuito, anche solo in minima parte, a questo spettacolo”, ha dichiarato Infantino nelle ultime slide del post. “Solo il nostro meraviglioso sport può offrire uno spettacolo così straordinario, uno spettacolo in cui tutti diventano una cosa sola e si riconnettono come esseri umani.”













