K metro 0 – Strasburgo – L’Unione europea compie un nuovo passo sul controverso tema della cosiddetta “chat control”. Dopo mesi di stallo istituzionale, il Parlamento europeo ha approvato una proroga della normativa transitoria che consente alle piattaforme digitali di effettuare controlli volontari sulle comunicazioni private per individuare materiale riconducibile ad abusi sessuali sui minori.
K metro 0 – Strasburgo – L’Unione europea compie un nuovo passo sul controverso tema della cosiddetta “chat control”. Dopo mesi di stallo istituzionale, il Parlamento europeo ha approvato una proroga della normativa transitoria che consente alle piattaforme digitali di effettuare controlli volontari sulle comunicazioni private per individuare materiale riconducibile ad abusi sessuali sui minori. La misura, tuttavia, dovrà ancora completare l’iter previsto prima di entrare definitivamente in vigore.
Il provvedimento mira a garantire una base giuridica alle aziende tecnologiche, come i gestori di servizi di messaggistica e posta elettronica, affinché possano continuare a utilizzare sistemi automatizzati per rilevare immagini e video di sfruttamento sessuale minorile. Le segnalazioni dovranno comunque essere verificate da un operatore umano prima di essere trasmesse alle autorità competenti. Secondo i sostenitori della misura, questo strumento rappresenta un aiuto fondamentale per le indagini contro i reati di abuso sui minori.
Il dibattito resta però fortemente divisivo. Organizzazioni per la tutela della privacy, esperti di cybersicurezza e numerosi eurodeputati continuano a esprimere preoccupazione per il rischio che i controlli possano compromettere la riservatezza delle comunicazioni digitali e aprire la strada a forme di sorveglianza generalizzata. Per questo motivo il Parlamento ha chiesto modifiche che limitino l’ambito di applicazione della misura e preservino la crittografia end-to-end.
La proroga avrebbe carattere temporaneo, fino al 2028, in attesa che le istituzioni europee trovino un accordo su una disciplina definitiva. L’obiettivo dichiarato rimane quello di conciliare la protezione dei minori online con il rispetto dei diritti fondamentali, in particolare della privacy e della sicurezza delle comunicazioni elettroniche.













