K metro 0 – Bruxelles – Il Belgio continua a fare i conti con uno dei più gravi incendi boschivi della sua storia recente. Le fiamme hanno devastato migliaia di ettari nella regione delle Hautes Fagnes, vicino al confine tedesco, mettendo a dura prova vigili del fuoco e protezione civile. La pioggia caduta nei giorni
K metro 0 – Bruxelles – Il Belgio continua a fare i conti con uno dei più gravi incendi boschivi della sua storia recente. Le fiamme hanno devastato migliaia di ettari nella regione delle Hautes Fagnes, vicino al confine tedesco, mettendo a dura prova vigili del fuoco e protezione civile.
La pioggia caduta nei giorni scorsi ha offerto un primo sollievo agli operatori, ma non ha eliminato il rischio. Il fuoco ha interessato anche terreni torbosi, dove le fiamme possono continuare a covare sotto la superficie e riaccendersi.
Il rogo è stato definito da un responsabile belga una delle peggiori catastrofi ecologiche mai affrontate dal Paese. Le autorità hanno dovuto evacuare residenti e limitare l’accesso ad ampie zone della riserva.
Il caso ha assunto una dimensione europea anche per la vicinanza alla Germania. Il Belgio ha ricevuto sostegno attraverso la cooperazione europea di protezione civile, in un momento nel quale diversi Paesi del continente stanno affrontando incendi di eccezionale intensità.
La particolarità dell’evento è anche geografica. Il Belgio non è tradizionalmente considerato un Paese ad alto rischio incendi come Grecia, Spagna o Portogallo. La stagione 2026 suggerisce invece che il fenomeno si stia estendendo verso l’Europa centrale e settentrionale.
Il governo dovrà ora affrontare anche il tema della prevenzione: manutenzione delle aree boschive, gestione delle torbiere e sistemi di allerta diventano elementi sempre più importanti.













