Medio Oriente, nuove dichiarazioni del governo israeliano sul futuro della Striscia: Il ministro della Difesa israeliano evoca un trasferimento degli abitanti «via mare e via aria», ma sottolinea la necessità dell’approvazione americana. Il premier Netanyahu ribadisce intanto che Israele manterrà il controllo delle aree occupate nella Striscia. K metro 0 – Tel Aviv – Il
Medio Oriente, nuove dichiarazioni del governo israeliano sul futuro della Striscia:
Il ministro della Difesa israeliano evoca un trasferimento degli abitanti «via mare e via aria», ma sottolinea la necessità dell’approvazione americana. Il premier Netanyahu ribadisce intanto che Israele manterrà il controllo delle aree occupate nella Striscia.
K metro 0 – Tel Aviv – Il governo israeliano torna a parlare apertamente del futuro della popolazione della Striscia di Gaza e del possibile trasferimento dei suoi abitanti fuori dal territorio palestinese. Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che Israele è pronto a organizzare l’uscita dei gazawi «via mare e via aria», ma ha precisato che per procedere sarebbe necessario il via libera degli Stati Uniti.
Intervenendo mercoledì 2 settembre in una conferenza stampa, Katz ha sostenuto che «non esiste una vera soluzione per Gaza senza questa migrazione» della popolazione. Secondo il ministro, il governo israeliano sarebbe già «organizzato e pronto» a procedere con il trasferimento, utilizzando «qualsiasi mezzo possibile».
Le dichiarazioni di Katz riportano al centro del dibattito il controverso progetto di trasferimento della popolazione di Gaza evocato nel 2025 dal presidente statunitense Donald Trump. All’epoca Trump aveva ipotizzato lo spostamento dei circa due milioni di abitanti della Striscia verso Paesi come Egitto e Giordania, suscitando forti reazioni internazionali e la contrarietà dei Paesi arabi.
Secondo Katz, tuttavia, l’idea non sarebbe stata definitivamente accantonata. «Trump non ha abbandonato l’idea, l’ha solo sospesa» a causa delle pressioni esercitate dai Paesi arabi, ha affermato il ministro, aggiungendo che il progetto sarebbe ancora oggetto di discussioni.
Katz ha inoltre sostenuto, senza citare una fonte a sostegno della sua affermazione, che l’80% degli abitanti di Gaza vorrebbe lasciare la Striscia e che Hamas impedirebbe loro di farlo. Il ministro ha collegato l’eventuale operazione alla posizione del movimento islamista palestinese nei negoziati sul piano di pace sostenuto dagli Stati Uniti: il via libera americano, ha spiegato, arriverebbe quando sarà chiaro che Hamas non sta rispettando i propri impegni.
Le parole del ministro della Difesa arrivano nello stesso giorno in cui il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito una posizione altrettanto netta sulla presenza militare israeliana nella Striscia.
Durante una rara visita a Gaza, Netanyahu ha incontrato alcuni soldati israeliani nei pressi della cosiddetta «linea gialla», che delimita l’area sotto controllo militare israeliano. «Controlliamo l’area», ha dichiarato il premier, escludendo un ritiro dalle zone attualmente controllate.
«Non ci ritireremo. Rimaniamo su questa linea», ha affermato Netanyahu, sostenendo che Israele controlla circa il 60% della Striscia e che le operazioni militari proseguiranno. «Stiamo eliminando, giorno dopo giorno, i terroristi che ci minacciano», ha aggiunto.
Le due dichiarazioni delineano così una posizione israeliana che, mentre la diplomazia internazionale continua a cercare una soluzione al conflitto, insiste sul mantenimento del controllo militare di una parte significativa della Striscia e torna a porre sul tavolo l’ipotesi di un trasferimento della popolazione palestinese fuori da Gaza.













