K metro 0 – Londra – Due alti dirigenti di Reform Uk, Dan Jukes, stretto collaboratore del leader del partito Nigel Farage, e James Orr, responsabile delle politiche della formazione, si sono dimessi dai loro incarichi in attesa dell’esito di un’indagine interna sulle accuse relative ai finanziamenti emerse da un’inchiesta di “Channel 4 News”. In
K metro 0 – Londra – Due alti dirigenti di Reform Uk, Dan Jukes, stretto collaboratore del leader del partito Nigel Farage, e James Orr, responsabile delle politiche della formazione, si sono dimessi dai loro incarichi in attesa dell’esito di un’indagine interna sulle accuse relative ai finanziamenti emerse da un’inchiesta di “Channel 4 News”.
In un servizio del canale trasmesso ieri sera e basato su riprese sotto copertura di Verbatim Investigations, Jukes appare mentre suggerisce un possibile modo per aggirare la legge elettorale britannica, che vieta le donazioni straniere, allo scopo di ottenere 500 mila sterline da un finanziatore estero. Il portavoce di Reform Uk ha negato qualsiasi illecito, sostenendo che il partito è stato “bersaglio di una messinscena orchestrata da attivisti per il clima finanziati dall’estero”, e ha chiesto che l’indagine interna possa procedere “in maniera indipendente e senza pregiudizi”. Jukes ha a sua volta negato ogni illecito, spiegando di essersi “fatto temporaneamente da parte dalla politica per riabilitare il mio nome”. Farage ha dichiarato che “un paio dei nostri collaboratori hanno detto cose che non avrebbero dovuto dire” e sono stati quindi “allontanati”, ma ha assicurato che “il partito non ha violato alcuna legge” né ricevuto “denaro di dubbia provenienza”.
Il leader di Reform Uk ha inoltre definito l’operazione “un chiaro caso di trappola costruita ad arte”, difendendo anche un incontro in cui è stato ripreso mentre ringraziava un presunto donatore americano per il contributo al finanziamento di sondaggi. Il Partito laborista e i Liberal Democratici hanno segnalato il caso alla Metropolitan Police, che ha precisato di non aver ancora aperto un’indagine ma di essere a conoscenza della presunta violazione della legge sui finanziamenti politici e di voler “valutare la questione e tutte le informazioni” ricevute. La controversia rischia ora di mettere in secondo piano la conferenza nazionale di Reform Uk in corso, a partire da domani, a Birmingham.













