Inghilterra: proteste anti-migranti bloccano due città portuali nel weekend

Inghilterra: proteste anti-migranti bloccano due città portuali nel weekend

K metro 0 – Londra – Nella notte di domenica, centinaia di manifestanti si sono radunati a Portsmouth, città portuale nel sud dell’Inghilterra, per una protesta contro l’immigrazione. Molti dei manifestanti erano vestiti di nero e avevano il volto coperto da passamontagna, dando vita a scontri con le forze dell’ordine. L’intento della manifestazione era impedire

K metro 0 – Londra – Nella notte di domenica, centinaia di manifestanti si sono radunati a Portsmouth, città portuale nel sud dell’Inghilterra, per una protesta contro l’immigrazione. Molti dei manifestanti erano vestiti di nero e avevano il volto coperto da passamontagna, dando vita a scontri con le forze dell’ordine. L’intento della manifestazione era impedire il trasferimento di alcuni migranti, sbarcati sulle coste della città, verso il centro di accoglienza di Manston, nel Kent. Si tratta della seconda protesta anti-immigrazione del fine settimana, dopo quella avvenuta sabato a Dover.

La manifestazione ha avuto luogo in seguito all’arrivo nella città di circa 140 persone a bordo di un gommone proveniente dalla Francia. L’imbarcazione era partita dalla baia della Senna ed era sbarcata a Portsmouth dopo un viaggio di oltre dieci ore lungo le acque della Manica. Questa rotta rappresenta una novità per le imbarcazioni di piccole dimensioni, poiché solitamente le traversate organizzate dai trafficanti di esseri umani partono dalle coste settentrionali della Francia, in particolare dall’area di Calais, un porto situato circa 273 chilometri a nord-est e decisamente più vicino alle coste inglesi.

La città di Portsmouth non era tuttavia preparata ad accogliere un numero così elevato di migranti, come dimostra la necessità di allestire all’ultimo momento alcune tende per ospitare provvisoriamente le persone arrivate.

La folla riunita in protesta, determinata a impedire il trasferimento dei migranti verso il centro di accoglienza, ha intonato cori come «fermate le barche» e «rimandatele indietro». L’accaduto ricalca quanto avvenuto sabato, quando alcuni manifestanti a volto coperto hanno bloccato la città portuale di Dover, scandendo gli stessi slogan.

Uno dei manifestanti di Portsmouth, Las Pearce, è stato intervistato dalla BBC. «La gente è assolutamente stufa di queste barche che arrivano. Non era mai successo prima a Portsmouth e non lo vogliamo», ha dichiarato l’uomo, affermando inoltre di non aver assistito ad alcun episodio di violenza.

Il governo britannico ha invece condannato le manifestazioni. La ministra del Tesoro Emma Reynolds ha descritto il comportamento dei manifestanti come «da teppisti» e «intimidatorio». «In quanto politico, sostengo pienamente il diritto delle persone a protestare pacificamente. Ma questo supera il limite e colgo l’occasione per ringraziare la polizia e gli altri servizi di emergenza che hanno riportato la situazione sotto controllo», ha dichiarato Reynolds. «Questa non è una protesta pacifica».

Il governo e le forze dell’ordine non sono però esenti da critiche. In relazione alla gestione della protesta di sabato, Nick Lowles, fondatore dell’organizzazione no-profit HOPE not Hate, ha domandato: «Com’è possibile che 300 o 400 persone si presentino a Dover alle 7 del mattino di sabato e la polizia non ne sappia nulla?».

Lowles ha infatti spiegato che le proteste avevano attirato «alcuni degli attivisti di estrema destra più aggressivi e violenti provenienti da tutto il Paese» e ha sostenuto che, alla luce di queste informazioni, la polizia avrebbe dovuto intervenire con maggiore tempestività.

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Edoardo Adario
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