L’ex cancelliera tedesca critica Putin e definisce l’invasione dell’Ucraina una violazione dell’ordine europeo. Ma avverte: con Mosca bisogna tornare a parlare. K metro 0 – Berlino – L’Europa dovrebbe provare a riaprire il dialogo con la Russia. È la posizione espressa da Angela Merkel, ex cancelliera tedesca, che pur condannando con fermezza Vladimir Putin per
L’ex cancelliera tedesca critica Putin e definisce l’invasione dell’Ucraina una violazione dell’ordine europeo. Ma avverte: con Mosca bisogna tornare a parlare.
K metro 0 – Berlino – L’Europa dovrebbe provare a riaprire il dialogo con la Russia. È la posizione espressa da Angela Merkel, ex cancelliera tedesca, che pur condannando con fermezza Vladimir Putin per l’invasione dell’Ucraina, considera necessario mantenere aperta la possibilità di un confronto con Mosca.
In un’intervista rilasciata alla televisione rumena Pro TV, Merkel ha definito l’attacco russo all’Ucraina del febbraio 2022 una decisione priva di giustificazione e destinata a segnare profondamente l’eredità politica di Putin. Secondo l’ex cancelliera, l’invasione ha inoltre compromesso l’ordine europeo costruito con grande difficoltà dopo la Seconda guerra mondiale.
Ma proprio mentre ribadisce la responsabilità del Cremlino, Merkel sottolinea la necessità di tornare a parlare con la Russia. “La Russia rimane un Paese con cui dobbiamo provare a riaprire un dialogo”, ha affermato, distinguendo però nettamente il dialogo politico dalla legittimazione delle azioni di Mosca. La violazione dei principi del diritto internazionale, ha sottolineato, non può essere ignorata.
La posizione riflette una linea che Merkel aveva già sostenuto durante i suoi anni alla guida della Germania, dal 2005 al 2021: anche nei momenti di forte tensione con Mosca, l’ex cancelliera aveva sempre considerato il confronto politico uno strumento indispensabile per affrontare le crisi europee.
Le sue parole arrivano però in un momento particolarmente delicato nei rapporti tra Europa e Russia. Per questo l’appello al dialogo riapre una questione centrale: come mantenere la pressione su Mosca e, allo stesso tempo, lasciare spazio alla diplomazia.













