Russia, il voto rafforza il Cremlino mentre la guerra pesa sul futuro del Paese

Russia, il voto rafforza il Cremlino mentre la guerra pesa sul futuro del Paese

K metro 0 – Mosca – Le elezioni russe consegnano al Cremlino il risultato atteso: Russia Unita conserva una posizione dominante e il sistema politico costruito attorno a Vladimir Putin attraversa le urne senza scosse apparenti. Ma dietro la prevedibilità del voto emerge la questione più rilevante: quale uso politico farà Mosca del risultato mentre

K metro 0 – Mosca – Le elezioni russe consegnano al Cremlino il risultato atteso: Russia Unita conserva una posizione dominante e il sistema politico costruito attorno a Vladimir Putin attraversa le urne senza scosse apparenti. Ma dietro la prevedibilità del voto emerge la questione più rilevante: quale uso politico farà Mosca del risultato mentre la guerra in Ucraina incide sempre più sulla società e sull’economia del Paese?

La consultazione si è svolta in un panorama politico fortemente controllato, con margini estremamente ridotti per le forze contrarie alla linea del Cremlino. Significativa l’esclusione di Yabloko, formazione apertamente critica nei confronti della guerra. Il suo leader, Nikolai Rybakov, ha contestato un sistema nel quale le principali forze rappresentate in Parlamento sostengono di fatto le politiche presidenziali.

Il voto arriva mentre il conflitto è sempre più difficile da separare dalla vita quotidiana. Gli attacchi ucraini sul territorio russo, le pressioni sull’economia e le tensioni nell’approvvigionamento di carburante hanno avvicinato la guerra alla popolazione. Finora, tuttavia, questi effetti non si sono tradotti in un evidente terremoto politico.

Emblematico anche il risultato in Cecenia, dove Ramzan Kadyrov, al potere dal 2007, è stato rieletto con il 99,85% dei voti, secondo la Commissione elettorale centrale. I suoi due sfidanti hanno ottenuto appena lo 0,05% ciascuno.

Sul futuro pesa intanto la questione della mobilitazione. Putin ha escluso la necessità di una nuova chiamata su larga scala, ma il tema continua ad alimentare interrogativi mentre il presidente russo non mostra segnali di arretramento rispetto agli obiettivi perseguiti in Ucraina.

Resta soprattutto difficile stabilire quanto le urne possano misurare l’effettivo atteggiamento della società verso la guerra. Secondo il Centro Levada, ad agosto il 68% degli intervistati dichiarava di sostenere le azioni delle forze russe in Ucraina. Un dato da leggere nel contesto del forte controllo sull’informazione, ma anche di una concezione radicata della Russia come grande potenza con una particolare sfera d’influenza nello spazio post-sovietico.

Il vero interrogativo, dunque, non riguarda il vincitore di elezioni dall’esito largamente previsto, ma ciò che verrà dopo. Il Cremlino potrà utilizzare il risultato per rivendicare stabilità interna e consenso alla propria linea. Ma le urne non cancellano la variabile decisiva: una guerra destinata a pesare sulla Russia ben oltre la durata di questa consultazione elettorale.

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Joseph Villeroy
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