K metro 0 – Ankara – Siria e Turchia stanno discutendo un quadro giuridico per la presenza militare turca nel nord-ovest del territorio siriano, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea del popolo, il Parlamento di Damasco. Lo ha dichiarato il presidente siriano Ahmed al Sharaa durante un incontro organizzato ieri dall’Atlantic Council a New York, a margine
K metro 0 – Ankara – Siria e Turchia stanno discutendo un quadro giuridico per la presenza militare turca nel nord-ovest del territorio siriano, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea del popolo, il Parlamento di Damasco. Lo ha dichiarato il presidente siriano Ahmed al Sharaa durante un incontro organizzato ieri dall’Atlantic Council a New York, a margine dell’81ma Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Il confronto – riferisce Nova – riguarda lo status delle basi di Ankara, senza che sia stata annunciata la conclusione di un accordo. Al Sharaa ha spiegato che l’ingresso delle forze turche in Siria era avvenuto in circostanze legate alla sicurezza della frontiera, durante una fase segnata da guerre e conflitti. Secondo il presidente, il numero delle basi turche nel nord-ovest del Paese si è ridotto e proseguono le discussioni con Ankara per definire le condizioni giuridiche della loro presenza. “Qualsiasi presenza straniera deve basarsi sul consenso popolare e avere uno status giuridico”, ha affermato Al Sharaa, secondo il resoconto del sito turco “Serbestiyet”. Il presidente ha indicato nel passaggio parlamentare uno strumento per tutelare i diritti dello Stato siriano, ribadendo al contempo l’obiettivo di arrivare a una Siria senza basi militari straniere. Le dichiarazioni inseriscono quindi il negoziato con Ankara nel più ampio riassetto delle presenze militari estere dopo la caduta di Bashar al Assad.
Nello stesso intervento, Al Sharaa ha sostenuto che la presenza russa è stata ridotta da circa 170 postazioni a due basi, oggi utilizzate per l’addestramento e il rafforzamento delle capacità dell’esercito siriano.













