Nessun rischio immediato per le forniture, ma l’Ue teme gli effetti della crisi globale. Jørgensen propone risparmi negli edifici pubblici e meno consumi nelle ore di punta. K metro 0 – Bruxelles – Ridurre i consumi di gas ed elettricità, abbassare le temperature negli edifici pubblici, evitare di riscaldare gli spazi esterni e spegnere durante
Nessun rischio immediato per le forniture, ma l’Ue teme gli effetti della crisi globale. Jørgensen propone risparmi negli edifici pubblici e meno consumi nelle ore di punta.
K metro 0 – Bruxelles – Ridurre i consumi di gas ed elettricità, abbassare le temperature negli edifici pubblici, evitare di riscaldare gli spazi esterni e spegnere durante la notte l’illuminazione pubblica non necessaria. La Commissione europea torna a chiedere ai governi di prepararsi al risparmio energetico mentre l’aumento dei prezzi di petrolio e gas riporta l’Europa davanti al rischio di una nuova fase di tensione.
L’allarme arriva dal commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen, che in una lettera inviata ai ministri dell’Energia dei 27 indica una crisi dei prezzi legata alle difficoltà dell’offerta internazionale e invita gli Stati membri a valutare misure per ridurre la domanda.
Il punto centrale è però una distinzione: l’Europa non si trova, almeno per ora, davanti a una crisi immediata degli approvvigionamenti. Gli stoccaggi di gas restano inferiori ai livelli storici, ma Bruxelles ritiene il sistema europeo sufficientemente resiliente per affrontare l’inverno.
La Commissione considera inoltre l’Ue meglio preparata rispetto alla crisi del 2021-2022. Da allora sono aumentate le capacità di importazione di gas naturale liquefatto, è cresciuta la produzione da fonti eoliche e solari e la domanda europea di gas è diminuita.
Il problema è soprattutto economico. L’Europa continua a dipendere fortemente dalle importazioni di combustibili fossili: oltre l’80% del gas consumato nell’Ue arriva dall’estero, lasciando il continente esposto alle conseguenze delle crisi internazionali. Le tensioni legate al conflitto in Medio Oriente hanno contribuito alla volatilità dei mercati di petrolio e gas.
L’obiettivo degli stoccaggi può scendere all’80%
Con l’avvicinarsi dell’inverno, Jørgensen invita quindi gli Stati membri a utilizzare la flessibilità prevista dalle norme europee sugli stoccaggi.
Una delle possibilità è ridurre all’80% l’obiettivo di riempimento, evitando che i Paesi siano costretti ad acquistare grandi quantità di gas proprio mentre l’offerta internazionale è limitata e i prezzi sono elevati.
Il Gas Coordination Group della Commissione ha già indicato che un livello dell’80% può essere sufficiente a garantire la sicurezza delle forniture durante l’inverno. L’obiettivo è utilizzare le riserve con maggiore flessibilità, evitando che gli obblighi di riempimento contribuiscano involontariamente ad aumentare la domanda e quindi i prezzi.
Bruxelles vuole però affiancare alla gestione delle riserve anche una riduzione volontaria della domanda, recuperando alcune delle misure utilizzate durante la crisi energetica del 2022.
Ridurre il consumo di elettricità nelle ore di punta, sottolinea Jørgensen, può diminuire direttamente la quantità di gas necessaria per produrre energia elettrica.
Tra le altre misure indicate figurano la limitazione delle temperature negli edifici pubblici, la riduzione del riscaldamento degli spazi esterni e lo spegnimento dell’illuminazione pubblica non indispensabile nelle ore notturne.
I governi dispongono inoltre di strumenti più incisivi nei propri piani nazionali di emergenza, come contratti di fornitura di gas interrompibili o la possibilità di sostituire il gas con altri combustibili nella produzione elettrica.
Aiuti sì, ma temporanei
La Commissione apre anche alla possibilità di interventi per proteggere famiglie e imprese vulnerabili dall’aumento delle bollette, ma invita i governi alla prudenza.
Eventuali misure di regolazione dei prezzi, avverte Jørgensen, dovrebbero essere mirate e temporanee. Sussidi troppo generalizzati potrebbero infatti ridurre gli incentivi al risparmio energetico, sostenere artificialmente la domanda di gas e creare distorsioni nel mercato unico europeo.
Il messaggio di Bruxelles è quindi diverso rispetto a quello della grande crisi energetica seguita alla drastica riduzione delle forniture russe. Non c’è, al momento, un’emergenza immediata sulla disponibilità di gas, ma la combinazione tra tensioni geopolitiche, offerta globale limitata e prezzi elevati sta nuovamente mettendo sotto pressione l’economia europea.
Per questo la Commissione chiede ai governi di intervenire prima dell’inverno: utilizzare con maggiore flessibilità gli stoccaggi, proteggere in modo selettivo i consumatori più esposti e ridurre la domanda dove possibile.
La lezione del 2022, secondo Bruxelles, è che una diminuzione coordinata dei consumi può contribuire a contenere la pressione sul mercato senza arrivare a misure obbligatorie. La priorità è evitare che una crisi internazionale dell’offerta si trasformi, con l’arrivo del freddo, in una nuova crisi energetica interna all’Unione.













