K metro 0 – Roma – La vita in città a Roma per il 67,2 per cento dei romani sta diventando sempre più costosa, per il 52,4 per cento, invece, è diventata più stressante rispetto a dieci anni fa. È quanto emerge dall’indagine della Cisl di Roma dal titolo “Roma: una città, mille identità” realizzata
K metro 0 – Roma – La vita in città a Roma per il 67,2 per cento dei romani sta diventando sempre più costosa, per il 52,4 per cento, invece, è diventata più stressante rispetto a dieci anni fa. È quanto emerge dall’indagine della Cisl di Roma dal titolo “Roma: una città, mille identità” realizzata in sei quartieri, Torre Angela, Santa Maria della Pietà, Centocelle, Trullo, Ottavia e Corviale, e presentata stamattina al Teatro di Roma al Tuscolano. Tra le criticità che hanno reso più difficile la vita a Roma, il 34,4 per cento indica il degrado urbano, il 29,6 per cento la sicurezza e il 26 per cento il costo dell’abitare. In tutte le zone, comunque, il cambiamento più percepito negli ultimi anni è che la vita a Roma è diventata più costosa, con punte massime a Corviale (83,9 per cento) e Ottavia/Santa Maria della Pietà (72,5 per cento); segue quasi ovunque la sensazione di una vita più stressante, particolarmente marcata a Corviale (74,2 per cento) e Trullo (73 per cento). In questo contesto, per il 23,2 per cento dei romani, nonni e parenti sono il principale sostegno per la gestione degli impegni quotidiani familiari, di contro soltanto il 15,4 per cento ritiene di poter fare affidamento sui servizi educativi. Così, solo il 14,6 per cento degli intervistati ammette di avere tempo per se con regolarità, mentre il 34,4 per cento lo ha raramente e il 16,8 per cento quasi mai.
“Crediamo che il destino di Roma si giochi attorno a sei grandi priorità; sei direttrici d’attacco, sei grandi cantieri sociali e civili che dovranno accompagnare la crescita della città fino al 2036”, ha detto la segretaria della Cisl di Roma, Rosita Pelecca. “E abbiamo voluto leggere ciascuno di questi cantieri – ha aggiunto – attraverso la lente di un diritto fondamentale: la scuola come diritto alle opportunità; i pensionati come diritto alle relazioni e alla dignità della vita; la casa come diritto all’abitare e alla qualità urbana; i trasporti come diritto costituzionale alla mobilità; le costruzioni come diritto ai servizi e alle infrastrutture moderne; l’industria e le attività produttive come diritto al lavoro dignitoso e di qualità. Sei diritti apparentemente diversi, ma animati da un’unica e identica visione di città: una città in cui ogni persona, a prescindere dal quartiere in cui nasce o risiede, possa trovare le condizioni materiali per costruire ed immaginare il proprio futuro”.
Tra le difficoltà principali registrate nelle sei periferie, c’è quella degli spostamenti: il 38,8 per cento dei romani impiega tra 30 e 60 minuti per raggiungere il lavoro, e il 16,2 per cento supera l’ora. Tra le principali criticità si confermano i trasporti pubblici insufficienti (45,4 per cento) seguiti dal traffico (40,4 per cento). Per il 48,6 per cento dei romani, tuttavia, il quartiere in cui si abita è il perno della vita quotidiana. Il problema dei trasporti pubblici insufficienti è quello maggiormente sentito dai residenti di Torre Angela, mentre al Trullo le criticità maggiori riguardano il costo della casa. Nel dettaglio, a Torre Angela prevale il problema dei trasporti pubblici insufficienti, indicato dal 54,5 per cento degli intervistati, segue la sicurezza (42,5 per cento) e il degrado urbano (39,6 per cento); al Trullo spicca il problema del costo della casa (47,3 per cento) . A Centocelle i trasporti pubblici insufficienti e degrado urbano sono indicati dal 39,3 per cento degli intervistati. Ottavia e Santa Maria della Pietà lamentano il traffico e i tempi di spostamento come il problema più sentito (65 per cento), più che a Corviale dove la stessa problematica coinvolge il 48,4 per cento dei residenti intervistati.
In tutte le zone, invece, il cambiamento più percepito negli ultimi anni è che la vita a Roma è diventata più costosa, con punte massime a Corviale (83,9 per cento) e Ottavia/Santa Maria della Pietà (72,5 per cento); segue quasi ovunque la sensazione di una vita più stressante, particolarmente marcata a Corviale (74,2 per cento) e Trullo (73 per cento). A Torre Angela emerge in modo distinto la difficoltà negli spostamenti (49,3 per cento il valore più alto tra le zone), mentre il senso di maggiore frammentazione tra centro e periferie è più avvertito a Torre Angela e Centocelle (28,4 per cento e 21,5 per cento). Praticamente nessuno percepisce che la vita sia “più vivibile” o ci sia “più attenzione ai bisogni delle persone fragili”, valori quasi ovunque sotto il 5 per cento.













