Il Portogallo indaga sull’uso della base militare concessa agli Stati Uniti

Il Portogallo indaga sull’uso della base militare concessa agli Stati Uniti

La magistratura portoghese apre un’inchiesta sull’utilizzo della base delle Lajes, nelle Azzorre, da parte delle forze americane. Al centro dell’indagine, il rispetto degli accordi bilaterali e del diritto internazionale. Il governo di Lisbona respinge le accuse di irregolarità. K metro 0 – Lisbona – La guerra contro l’Iran apre un nuovo fronte giudiziario in Europa.

La magistratura portoghese apre un’inchiesta sull’utilizzo della base delle Lajes, nelle Azzorre, da parte delle forze americane. Al centro dell’indagine, il rispetto degli accordi bilaterali e del diritto internazionale. Il governo di Lisbona respinge le accuse di irregolarità.

K metro 0 – Lisbona – La guerra contro l’Iran apre un nuovo fronte giudiziario in Europa. La magistratura portoghese ha avviato un’inchiesta per accertare la legalità dell’utilizzo della base aerea delle Lajes, nell’arcipelago delle Azzorre, da parte degli Stati Uniti in relazione all’offensiva militare condotta insieme a Israele.

L’apertura del procedimento, confermata venerdì 2 ottobre dal ministero pubblico portoghese, arriva in seguito a una denuncia presentata ad aprile dal Bloco de Esquerda, formazione della sinistra portoghese. Il partito chiede di verificare se le operazioni americane abbiano rispettato gli accordi tra Lisbona e Washington e le disposizioni del diritto internazionale.

L’indagine non implica, allo stato attuale, l’accertamento di alcuna violazione. Riporta però al centro del dibattito il ruolo del territorio portoghese nelle operazioni militari statunitensi e i limiti delle autorizzazioni concesse dal governo.

Situata sull’isola di Terceira, la base delle Lajes costituisce da decenni un’infrastruttura strategica per i collegamenti militari americani attraverso l’Atlantico. La sua posizione permette di sostenere il transito e le operazioni logistiche degli aerei diretti verso altre aree del mondo.

Proprio questa funzione è diventata oggetto di controversia dopo l’inizio dell’offensiva contro l’Iran. Secondo il Bloco de Esquerda, occorre chiarire se l’impiego della struttura abbia contribuito a operazioni incompatibili con gli obblighi internazionali del Portogallo.

Il governo respinge questa interpretazione. Il ministro degli Esteri Paulo Rangel ha più volte sostenuto che l’utilizzo della base da parte degli Stati Uniti è avvenuto nel rispetto delle disposizioni applicabili.

Lisbona distingue inoltre tra i movimenti militari autorizzati prima dell’inizio dell’offensiva e quelli successivi. Per questi ultimi, il governo ha dichiarato di aver concesso un’autorizzazione subordinata a condizioni precise: le operazioni devono avere carattere difensivo o di risposta a un attacco, rispettare i principi di necessità e proporzionalità e riguardare esclusivamente obiettivi militari.

Secondo l’esecutivo, gli Stati Uniti si sono impegnati a rispettare tali condizioni.

La controversia politica e giuridica

La questione aveva già raggiunto il Parlamento portoghese. A giugno erano state discusse due proposte per istituire commissioni parlamentari d’inchiesta sul coinvolgimento del Portogallo e sull’utilizzo della base delle Lajes, entrambe respinte.

L’iniziativa giudiziaria apre ora un percorso distinto dal confronto parlamentare. Spetterà alla magistratura valutare gli elementi raccolti e stabilire se vi siano i presupposti per ulteriori accertamenti. Il caso solleva una questione che va oltre il Portogallo: fino a che punto un Paese alleato può mettere a disposizione le proprie infrastrutture per operazioni militari condotte da un altro Stato senza assumere responsabilità per il loro impiego?

Per Lisbona, la risposta passa dal rispetto degli accordi bilaterali e delle condizioni imposte a Washington. Per i promotori della denuncia, quelle garanzie devono essere sottoposte a verifica.

L’inchiesta ora dovrà chiarire se, nel caso delle Lajes, le autorizzazioni concesse e l’utilizzo effettivo della base siano rimasti entro i limiti previsti dalla legge.

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