La Libia vuole fare causa contro Israele per l’aereo abbattuto nel 1973, morirono 108 persone

La Libia vuole fare causa contro Israele per l’aereo abbattuto nel 1973, morirono 108 persone

K metro 0 – Tripoli – La Libia intende portare Israele davanti alla Corte internazionale di giustizia per l’abbattimento di un aereo di linea libico nel 1973, costato la vita a 108 persone. Secondo quanto riferisce il quotidiano “Al Wasat”, l’ambasciatore libico nei Paesi Bassi, Ziad Dghim, ha comunicato oggi alla cancelleria della Corte, con

K metro 0 – Tripoli – La Libia intende portare Israele davanti alla Corte internazionale di giustizia per l’abbattimento di un aereo di linea libico nel 1973, costato la vita a 108 persone. Secondo quanto riferisce il quotidiano “Al Wasat”, l’ambasciatore libico nei Paesi Bassi, Ziad Dghim, ha comunicato oggi alla cancelleria della Corte, con sede all’Aia, l’intenzione di presentare un ricorso sul caso del volo 114 della Libyan Arab Airlines, colpito da caccia israeliani sopra il Sinai il 21 febbraio di quell’anno. La comunicazione precede il deposito formale della domanda. Lo riporta Nova.

Nella lettera citata dal quotidiano, Dghim annuncia che la Libia intende avviare il procedimento “a tempo debito”, senza indicare una data. Il futuro ricorso dovrà precisare l’oggetto della controversia, le basi della competenza della Corte, le norme internazionali che Tripoli ritiene violate e le richieste rivolte ai giudici. L’ambasciatore ha chiesto intanto che la comunicazione venga inserita negli archivi della cancelleria. Lo riporta Nova.

Secondo Dghim, i verbali delle riunioni del governo israeliano dell’epoca, declassificati nel 2023, forniscono elementi per sostenere la violazione degli obblighi previsti dalla Convenzione di Montreal del 1971, relativa alla repressione degli atti illeciti contro la sicurezza dell’aviazione civile. La posizione libica richiama anche altre norme del diritto internazionale. Il volo 114 era operato con un Boeing 727 e collegava Tripoli al Cairo, con uno scalo a Bengasi. L’aereo finì fuori rotta ed entrò nel Sinai, territorio egiziano allora occupato da Israele, in condizioni di scarsa visibilità e con problemi di navigazione. Due caccia israeliani lo intercettarono e aprirono il fuoco, danneggiandolo gravemente. Il velivolo precipitò durante un tentativo di atterraggio d’emergenza: delle 113 persone a bordo, cinque sopravvissero. Israele sostenne che l’equipaggio non aveva seguito le indicazioni per atterrare e riconobbe che l’ordine di sparare era stato autorizzato dall’allora capo di Stato maggiore, David Elazar.

L’abbattimento provocò una condanna internazionale. Il 28 febbraio 1973, l’assemblea dell’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile condannò l’azione israeliana con 105 voti favorevoli e il solo voto contrario di Israele. Dopo un’indagine, anche il consiglio dell’organizzazione condannò l’azione, il 4 giugno dello stesso anno. La Convenzione di Montreal è stata invocata anche nel ricorso presentato nel 2023 da Canada, Svezia, Ucraina e Regno Unito contro l’Iran per l’abbattimento del volo ucraino PS752 nel gennaio 2020. Il deposito di quella domanda costituisce un precedente nell’uso del trattato per una controversia sull’abbattimento di un aereo civile, senza determinare automaticamente la competenza della Corte nel caso libico. Resta inoltre da chiarire l’applicabilità temporale della convenzione: il trattato entrò in vigore il 26 gennaio 1973, ma la Libia vi aderì il 19 febbraio 1974, un anno dopo la tragedia.

L’articolo 14 prevede, per le controversie sulla sua interpretazione o applicazione, un passaggio attraverso negoziati e una richiesta di arbitrato; il ricorso alla Corte è possibile se entro sei mesi dalla richiesta le parti non concordano sull’organizzazione dell’arbitrato. Le basi giuridiche che Tripoli intende utilizzare saranno quindi un elemento centrale della futura domanda.

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