K metro 0 – Milano – Più che una protesta è un saccheggio quello che da ieri va in scena a Milano. Nel pomeriggio le razzie si sono concentrate in un Carrefour di via Torino dove la gente ha riempito zaini (Guarda il video in cui sfondano la vetrina), tasche e gettato sul pavimento del
K metro 0 – Milano – Più che una protesta è un saccheggio quello che da ieri va in scena a Milano. Nel pomeriggio le razzie si sono concentrate in un Carrefour di via Torino dove la gente ha riempito zaini (Guarda il video in cui sfondano la vetrina), tasche e gettato sul pavimento del supermercato e in strada gli alimenti più disparati, torte comprese.
Nessuna paura, pochi volti coperti e la spavalderia di un ragazzo che è uscito che in mano una busta di caramelle gommose che masticava con calma. In serata, invece, dopo i tentativi falliti lungo le strade dello shopping del centro, la rabbia si è concentrata in piazza Cairoli, dove a essere saccheggiato è stato il Decathlon, la zona da cui ieri è partito il corteo. Sono tante anche le macchine con i vetri rotti, segni di una rabbia che colpisce a caso. Tante, tantissime le vetrine infrante, le pensiline del bus e i tavolini dei bar devastati. Hanno sfondato anche una vetrina della Rinascente in piazza Duomo. Sassi anche contro le vetrine di McDonald’s in galleria.
Provvedimenti che arrivano nella seconda giornata di protesta: nessun corteo organizzato, ma piccoli gruppetti incappucciati hanno iniziato a radunarsi in San Babila prima di lanciare oggetti contro le forze dell’ordine e spostarsi in via Torino. Si sono, poi, infilati in vie traverse per sfuggire a polizia e carabinieri, saltando sulle auto incolonnate e danneggiando i veicoli parcheggiati.
Polizia e carabinieri tentano di contenere i disordini. Un elicottero sorvola il cielo sopra piazza Duomo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato per domani una riunione sull’ordine pubblico.
Piantedosi vede vertici polizia, oltre 200 fermi
A quanto si apprende, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel pomeriggio di oggi, domenica 18 ottobre, ha tenuto una riunione con il Capo della Polizia e i massimi dirigenti del Viminale per fare il punto della situazione sui disordini a Milano. Collegato da remoto anche il questore di Milano, Bruno Megale, a cui il ministro ha fatto pervenire la gratitudine nei confronti degli uomini e delle donne in divisa per come hanno fronteggiato i disordini, azioni violente che sono state provocate da gruppi di teppisti, in maggior parte minorenni, autoconvocatisi improvvisamente e spontaneamente via social. Ciononostante, grazie alla professionalità delle forze di polizia, sono stati preordinati servizi che hanno consentito di fronteggiare gruppi sparsi nella città, di contenerne i danni e di fermare oltre 200 teppisti. Circa l’80% sarebbero minorenni.
Come avvengono gli assalti
Si muovono velocissimi, da soli o in piccoli gruppi. Mettono a segno veri e propri miniblitz, devastando rapidamente tutto quello che hanno intorno – vetrine, auto, pensiline – lanciando pietre, sedie e petardi e poi dandosi rapidamente alla fuga per ricominciare a devastare da un’altra parte. Un’azione di ‘guerriglia’ che si gioca su una scacchiera che si muove tra via Torino, piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele.
Petardi e pietre contro forze dell’ordine, lacrimogeni e idranti
Stanno lanciando di tutto sotto Palazzo Reale in piazza Duomo i gruppi di ragazzi che stanno mettendo a ferro e fuoco il centro di Milano: petardi e pietre contro polizia e carabinieri, che rispondono con lacrimogeni e idranti. I gruppi sono diversi e velocissimi, si spostano rapidamente da una parte all’altra della piazza e tra le vie limitrofe. Le forze dell’ordine non hanno fatto in tempo a rispondere dal lato di Palazzo Reale, che la protesta si è spostata invadendo anche il sagrato del Duomo. Guerriglia senza fine a Milano.
Dirigente di polizia ferito in scontri al Tg1: “Gruppi di giovani organizzati con foga distruttiva”
“Nella sassaiola di piazza Duomo sono stato colpito da un sanpietrino in fronte, per fortuna sono riuscito a schivare in parte il colpo e ho rimediato una ferita con quattro punti di sutura”. A parlare al Tg1 è Angelo De Simone, il dirigente di polizia colpito ieri con una pietra nella guerriglia di piazza Duomo. Oggi De Simone è di nuovo in servizio, per lui stare a casa non era un’opzione. “Non ce lo possiamo permettere – afferma – è una situazione che va fronteggiata con tutte le risorse disponibili perché dobbiamo garantire l’ordine e la sicurezza pubblica della città”.
“È da ieri pomeriggio – racconta – che stiamo affrontando questi gruppi di giovani organizzati anche minorenni. Sono numerosi, animati da foga distruttiva e spesso travisati. Trovano il coinvolgimento nel gruppo e diventano più negativamente performanti a seconda del numero di persone che riescono a raccogliere”.
Scontri in Duomo non risparmiano fedeli, disagi per uscita dalla messa
Sacro e profano si mescolano sul sagrato del Duomo a Milano. Lancio di lacrimogeni, ragazzi bloccati a terra e accompagnati in Questura, giovanissimi che scappano sul sagrato urtando le transenne, e dentro fedeli e turisti che pregano, ignari della seconda giornata di tensione che sa di lacrimogeni. Il Duomo non è stato chiuso mai, ma si è imposta una certa cautela all’uscita. “Nel tardo pomeriggio sono state chiuse le porte di facciata della Cattedrale ed è stato leggermente anticipato il deflusso turistico dalle Terrazze”, si rende noto. “La celebrazione dei Vespri delle 16.30 e la celebrazione eucaristica delle 17.30 si sono regolarmente tenute: al termine, attorno alle 18.30, i fedeli sono stati invitati a uscire dalle porte laterali del Duomo, lato Arcivescovado”, si sottolinea. “Nessuna celebrazione è stata sospesa o annullata, i varchi turistici sono stati chiusi con anticipo con la chiusura delle porte di facciata”.
Ferma condanna del sindaco Sala
Di fronte alle immagini che mostravano vetrine infrante, attività commerciali presidiate e passanti spaventati, il sindaco Giuseppe Sala è intervenuto con parole di netta e intransigente condanna. “Sto vedendo in diretta quello che sta succedendo nel centro di Milano, con vetrine sfondate, negozi saccheggiati e cittadini impauriti“, ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando l’assoluta gravità degli episodi. “Voglio essere il più preciso possibile. Condanna totale rispetto a chi commette queste azioni criminali. Senza atteggiamenti comprensivi rispetto a comportamenti che lasciano poco spazio alla comprensione. In particolare per gli incidenti di oggi”.
Oltre alla condanna ferma dei responsabili, Sala ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un rafforzamento immediato dei presidi di sicurezza nel capoluogo lombardo, precisando lo spirito della sua richiesta ed evidenziando il contributo delle forze locali. “Vorrei però che fosse chiaro che la mia richiesta di maggiori forze di Polizia in campo non ha intenti polemici ma è dettata dalla conoscenza della città”, ha puntualizzato il sindaco. “Preciso che ho dato istruzioni affinché la Polizia Locale, nel rispetto delle regole di gestione della sicurezza, faccia la sua parte fino in fondo, a sostegno delle forze di Polizia dello Stato”.













