K metro 0 – Londra – L’economia britannica continua a mostrare segnali di tenuta, ma il mercato del lavoro racconta una situazione più complessa. Mentre il prodotto interno lordo è tornato a crescere oltre le previsioni degli analisti, la disoccupazione è scesa ai livelli più bassi da oltre un anno. Allo stesso tempo, però, le
K metro 0 – Londra – L’economia britannica continua a mostrare segnali di tenuta, ma il mercato del lavoro racconta una situazione più complessa. Mentre il prodotto interno lordo è tornato a crescere oltre le previsioni degli analisti, la disoccupazione è scesa ai livelli più bassi da oltre un anno. Allo stesso tempo, però, le opportunità di impiego offerte dalle aziende si sono ulteriormente ridotte, alimentando interrogativi sulla solidità della ripresa.
Secondo i dati diffusi il 20 ottobre dall’Office for National Statistics (ONS), il tasso di disoccupazione nel Regno Unito è diminuito al 4,7% nel trimestre giugno-agosto 2026, rispetto al 4,9% registrato nel trimestre precedente. Si tratta del livello più basso dall’estate del 2025. Anche il tasso di occupazione ha registrato un lieve miglioramento, raggiungendo il 75,3% tra le persone di età compresa fra 16 e 64 anni.
Dietro questi risultati positivi emergono tuttavia segnali di cautela da parte delle imprese. I posti di lavoro vacanti sono scesi a 691.000 nel trimestre luglio-settembre, con una riduzione di 21.000 unità rispetto ai tre mesi precedenti. Escludendo il periodo della pandemia, bisogna risalire al 2014 per trovare un numero altrettanto basso di offerte di lavoro.
Il rallentamento riguarda soprattutto le piccole aziende, che indicano nell’aumento dei costi del personale uno dei principali ostacoli a nuove assunzioni. La contrazione delle opportunità disponibili suggerisce quindi un mercato del lavoro meno dinamico, nonostante il recente calo della disoccupazione.
Sul fronte salariale, le retribuzioni ordinarie sono aumentate del 3,7% su base annua nel trimestre concluso ad agosto. Tenendo conto dell’inflazione, la crescita reale è stata dello 0,8% secondo l’indice dei prezzi al consumo, offrendo un modesto miglioramento del potere d’acquisto dei lavoratori.
I dati sul lavoro arrivano pochi giorni dopo quelli relativi alla crescita economica. Il 15 ottobre l’ONS aveva comunicato che il PIL britannico era aumentato dello 0,1% ad agosto, contro le attese di una contrazione della stessa entità. Il risultato segue l’espansione dello 0,4% registrata a luglio, confermando una crescita più lenta ma ancora positiva.
A sostenere l’attività economica è stato soprattutto il comparto produttivo, cresciuto dello 0,8% nel mese, con un incremento dell’1,2% nella manifattura. I servizi sono rimasti stabili, mentre le costruzioni hanno registrato una flessione dello 0,2%. Nel trimestre concluso ad agosto, il PIL è aumentato complessivamente dello 0,7%.
Per il governo britannico, impegnato nella preparazione della prossima manovra di bilancio, i dati offrono indicazioni contrastanti. La crescita economica e il calo della disoccupazione rappresentano segnali incoraggianti, ma la debolezza delle assunzioni, l’aumento dei costi energetici e le pressioni inflazionistiche continuano a pesare sulle prospettive.
La sfida sarà trasformare la tenuta dell’economia in una ripresa più diffusa, capace di sostenere investimenti, occupazione e redditi delle famiglie.













