Albania, Rama multe contro le proteste violente: nuove manifestazioni a Tirana

Albania, Rama multe contro le proteste violente: nuove manifestazioni a Tirana

K metro 0 – Tirana – Il governo albanese prepara una stretta sulle manifestazioni dopo giorni di scontri nella capitale, ma le proteste contro il primo ministro Edi Rama non si fermano. Domenica 25 ottobre centinaia di persone sono tornate nelle strade di Tirana per chiedere le dimissioni del premier, poche ore dopo l’annuncio di

K metro 0 – Tirana – Il governo albanese prepara una stretta sulle manifestazioni dopo giorni di scontri nella capitale, ma le proteste contro il primo ministro Edi Rama non si fermano. Domenica 25 ottobre centinaia di persone sono tornate nelle strade di Tirana per chiedere le dimissioni del premier, poche ore dopo l’annuncio di un pacchetto di misure che prevede multe fino a 500mila lek, equivalenti a circa 5.500 euro, anche per chi rimane in un corteo diventato violento senza partecipare direttamente agli scontri.

La nuova mobilitazione è partita dal ministero dell’Istruzione e ha raggiunto la sede del governo. Qui alcuni manifestanti hanno dato fuoco alle sedie che Rama aveva fatto sistemare davanti al proprio ufficio come simbolo della disponibilità a incontrare gli studenti. Il gesto ha segnato un’ulteriore giornata di tensione in una crisi politica e sociale che nelle ultime settimane si è estesa dalla capitale ad altre città del Paese.

Le proteste sono guidate soprattutto da studenti e giovani, che denunciano la corruzione, la mancanza di opportunità lavorative e le condizioni del sistema educativo. Le rivendicazioni si sono progressivamente allargate fino alla richiesta di dimissioni del governo. Rama, alla guida dell’Albania dal 2013 e riconfermato per un quarto mandato nel 2025, ha escluso di lasciare l’incarico sotto la pressione della piazza.

Il premier ha però riconosciuto che non tutte le richieste dei manifestanti sono prive di fondamento, ribadendo la disponibilità a discutere con gli studenti. Allo stesso tempo ha accusato l’opposizione di alimentare le violenze e ha annunciato nuove disposizioni per contrastare danneggiamenti e saccheggi.

Secondo il progetto illustrato dal governo, le sanzioni potranno colpire anche chi sceglie di restare in un assembramento nel quale si verificano atti violenti, dopo essere stato avvertito dalla polizia. Rama sostiene che la responsabilità dipenderà dal comportamento individuale e che non saranno punite le persone per il solo fatto di partecipare a una manifestazione pacifica.

Il pacchetto comprende inoltre un sistema di risarcimenti per le attività commerciali danneggiate, con una copertura pubblica fino al 100 per cento per le imprese più piccole. È prevista anche una responsabilità economica dei genitori o tutori per le sanzioni comminate ai minorenni sopra i 14 anni. Ulteriori disposizioni riguardano la possibilità di limitare temporaneamente i raduni in determinate aree quando vi sia un rischio imminente di violenze.

Le misure hanno sollevato interrogativi sul rispetto del diritto di manifestare. L’opposizione, guidata dall’ex premier Sali Berisha, ha annunciato che contrasterà la stretta, mentre alcune organizzazioni e testate indipendenti hanno espresso preoccupazione per l’ampiezza dei poteri prospettati.

Il nuovo intervento arriva dopo i violenti scontri di sabato, durante i quali sono stati presi di mira edifici pubblici e attività commerciali. Secondo i dati diffusi dalla polizia, 23 persone sono state arrestate, altre 13 risultano coinvolte in procedimenti e 30 sono ricercate.

La crisi rappresenta una prova significativa per l’esecutivo albanese, impegnato anche nel percorso di adesione all’Unione europea. Resta aperto il confronto tra la necessità dichiarata dal governo di prevenire le violenze e la tutela delle libertà di riunione e di espressione.

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