K metro 0 – Belgrado – Svolta politica in Serbia, dove il movimento nato dalle proteste studentesche ha vinto le elezioni parlamentari anticipate di domenica 25 ottobre, ottenendo la maggioranza assoluta secondo le prime proiezioni. Aleksandar Vučić ha riconosciuto la sconfitta del proprio schieramento, aprendo la strada a un possibile cambio di governo dopo quattordici
K metro 0 – Belgrado – Svolta politica in Serbia, dove il movimento nato dalle proteste studentesche ha vinto le elezioni parlamentari anticipate di domenica 25 ottobre, ottenendo la maggioranza assoluta secondo le prime proiezioni. Aleksandar Vučić ha riconosciuto la sconfitta del proprio schieramento, aprendo la strada a un possibile cambio di governo dopo quattordici anni di dominio del Partito progressista serbo.
«È chiaro che abbiamo perso queste elezioni. La lista degli studenti ha vinto», ha dichiarato Vučić davanti ai sostenitori del suo partito. L’ex presidente, che si era dimesso a settembre per candidarsi alla guida del governo, ha stimato per il movimento studentesco tra 135 e 140 seggi sui 250 del Parlamento, contro circa 105 per la propria coalizione.
Le prime proiezioni di Ipsos e CeSID attribuiscono alla lista «Gli studenti vincono» il 52 per cento dei voti e tra 138 e 139 deputati, mentre la coalizione «Aleksandar Vučić – Serbia unita» si fermerebbe al 39,3 per cento, con 104 seggi. I dati si basano su un campione parziale di seggi scrutinati e dovranno essere confermati dalla Commissione elettorale repubblicana.
La notizia della vittoria ha provocato festeggiamenti nel centro di Belgrado e in altre città. Migliaia di sostenitori sono scesi in strada, tra clacson, bandiere e cortei spontanei. Il risultato rappresenta il principale successo politico del movimento che da quasi due anni contesta il governo per la corruzione e il funzionamento delle istituzioni.
Le proteste erano iniziate dopo il crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, il primo novembre 2024, che provocò la morte di 16 persone. La tragedia divenne il simbolo delle presunte irregolarità negli appalti pubblici e della mancanza di responsabilità politica. Dalle università, la mobilitazione si era progressivamente estesa a insegnanti, agricoltori, professionisti e altri settori della società civile.
Il movimento ha scelto di presentarsi alle elezioni con una lista composta da figure provenienti dalla società civile, anziché affidare la guida della protesta ai partiti dell’opposizione tradizionale. Tra i candidati figurano professionisti, sportivi, docenti e rappresentanti di diverse categorie sociali.
Decisiva è stata anche l’affluenza. Secondo le stime di Ipsos e CeSID, alle 19 aveva votato il 67,6 per cento degli aventi diritto, una partecipazione nettamente superiore a quella registrata alla stessa ora nelle elezioni del 2023.
La giornata elettorale è stata tuttavia accompagnata da numerose segnalazioni di irregolarità. Gli osservatori indipendenti hanno denunciato presunte pressioni sugli elettori, tentativi di compravendita dei voti e intimidazioni. Le contestazioni dovranno essere esaminate dalle autorità competenti.
Nel riconoscere la sconfitta, Vučić ha accusato alcuni Paesi occidentali di aver sostenuto il movimento studentesco per favorire un cambiamento politico in Serbia. Si tratta di accuse del leader uscente, non accompagnate da prove indipendenti nelle dichiarazioni riportate finora.
Il risultato apre ora una nuova fase per Belgrado. Restano da definire la composizione del prossimo esecutivo e le sue priorità, dalla lotta alla corruzione ai rapporti con l’Unione europea, fino alle relazioni con la Russia e alla questione del Kosovo.













