K metro 0 – Kiev – È entrato in vigore nelle prime ore di martedì 27 ottobre il cessate il fuoco localizzato concordato tra Russia e Ucraina per consentire un’operazione umanitaria a Oleshky, città della regione di Kherson occupata dalle forze russe dal 2022. La sospensione delle ostilità, confermata da entrambe le parti, dovrebbe permettere
K metro 0 – Kiev – È entrato in vigore nelle prime ore di martedì 27 ottobre il cessate il fuoco localizzato concordato tra Russia e Ucraina per consentire un’operazione umanitaria a Oleshky, città della regione di Kherson occupata dalle forze russe dal 2022. La sospensione delle ostilità, confermata da entrambe le parti, dovrebbe permettere l’ingresso di aiuti e l’evacuazione dei civili rimasti intrappolati. Non si tratta però di una tregua generale: mentre a Oleshky si preparano i corridoi umanitari, gli attacchi proseguono in altre regioni ucraine.
Il ministero della Difesa russo ha annunciato su Telegram di aver interrotto il fuoco nel settore di Kherson a partire dalle 4 del mattino, ora di Mosca, corrispondenti alle 3 a Kyiv e all’una in Italia. Lo Stato maggiore ucraino ha confermato l’applicazione del cessate il fuoco nella stessa fascia oraria, precisando che riguarda esclusivamente l’area individuata per l’operazione umanitaria.
Anche il commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino, Dmytro Lubinets, ha confermato l’avvio della tregua. Responsabile della squadra negoziale di Kyiv, Lubinets ha assicurato che l’Ucraina sta rispettando gli impegni assunti nell’accordo.
L’intesa è stata annunciata il 23 ottobre dalla Casa Bianca, che ha attribuito alla first lady statunitense Melania Trump un ruolo centrale nella mediazione tra Mosca e Kyiv. Ai contatti diplomatici ha contribuito anche Papa Leone XIV, secondo quanto riferito da fonti ucraine e riportato da Reuters.
Oleshky si trova sulla sponda orientale del fiume Dnipro, di fronte alla città di Kherson, controllata dall’Ucraina. Prima dell’invasione russa del febbraio 2022 contava circa 24mila abitanti. Secondo le stime diffuse dalla Casa Bianca, oggi ne rimangono tra 1.700 e 2.000, in gran parte anziani, insieme a un numero limitato di bambini. Le cifre sono indicative, perché non è disponibile un censimento aggiornato.
La situazione umanitaria è particolarmente grave. I residenti affrontano carenze di cibo, medicinali, acqua potabile ed elettricità. Le strade minate e il rischio di attacchi con droni rendono estremamente pericolosi gli spostamenti. La città ha inoltre subito pesanti conseguenze dalle inondazioni provocate nel 2023 dalla distruzione della diga di Kakhovka.
L’operazione concordata prevede l’arrivo di personale sanitario, medicinali, alimenti e acqua, oltre alla preparazione di percorsi sicuri per chi desidera lasciare la città. Secondo il piano illustrato dalla Casa Bianca, squadre civili dovrebbero incontrare i residenti per valutare le necessità individuali e organizzare eventuali evacuazioni.
Le autorità ucraine hanno invitato a non diffondere informazioni non verificate sugli itinerari e sugli orari dei convogli, per evitare di compromettere la sicurezza delle persone coinvolte. L’effettiva riuscita della missione dipenderà dal rispetto della sospensione dei combattimenti e dalle condizioni operative sul terreno.
La tregua resta circoscritta a Oleshky e non ha fermato la guerra nel resto dell’Ucraina. Nelle ore precedenti e successive alla sua entrata in vigore, la Russia ha continuato a condurre attacchi contro diverse località del Paese.
A Kyiv, un attacco missilistico russo di lunedì ha provocato almeno un morto e dieci feriti, secondo i primi bilanci riportati da Reuters. Tra le strutture colpite figura un complesso universitario. Nuove esplosioni sono state udite nella capitale martedì mattina, senza che fossero immediatamente disponibili informazioni complete sulle conseguenze.
Altri attacchi hanno causato vittime e feriti nella regione di Kharkiv e a Pavlohrad. Secondo Associated Press, nella zona di Kharkiv sono morte due persone e altre quattro sono rimaste ferite. Mosca sostiene di colpire obiettivi militari e infrastrutture utilizzate dalle forze ucraine, mentre Kyiv denuncia i danni provocati alla popolazione e alle strutture civili.
Le ostilità continuano anche sul versante russo e nei territori occupati. Le autorità russe hanno riferito di vittime in seguito ad attacchi con droni nella regione di Bryansk, mentre nella parte occupata della regione di Zaporizhzhia è stato segnalato un attacco contro un autobus, con morti e feriti. I resoconti delle parti non sono tutti verificabili in modo indipendente.
Il cessate il fuoco di Oleshky rappresenta dunque un accordo umanitario limitato, non un passo già acquisito verso la fine del conflitto. La sua attuazione sarà osservata anche in vista dei nuovi contatti diplomatici tra Ucraina, Russia e Stati Uniti, attesi all’inizio di novembre.
Per i civili rimasti nella città occupata, tuttavia, la posta in gioco è immediata: ricevere assistenza e poter scegliere se lasciare un territorio nel quale, da settimane, le condizioni di sopravvivenza sono diventate sempre più difficili.













