Vaccini: corsa tra i leader mondiali, raccolti 7,4 miliardi

Vaccini: corsa tra i leader mondiali, raccolti 7,4 miliardi

K metro 0 – Parigi – I leader mondiali, le banche e alcune organizzazioni in occasione del vertice, tenutosi lunedì 4 maggio in videoconferenza, hanno varato un pacchetto di 7,4 miliardi di euro. Si tratta di una la cifra iniziale raccolta da United against Covid-19, la maratona per la raccolta fondi lanciata dalla Commissione europea

K metro 0 – Parigi – I leader mondiali, le banche e alcune organizzazioni in occasione del vertice, tenutosi lunedì 4 maggio in videoconferenza, hanno varato un pacchetto di 7,4 miliardi di euro.

Si tratta di una la cifra iniziale raccolta da United against Covid-19, la maratona per la raccolta fondi lanciata dalla Commissione europea e dal G20, nell’ambito di una cooperazione globale, per lo sviluppo di un vaccino, test e terapie per sconfiggere il coronavirus. Gli assenti all’incontro erano gli Stati Uniti e la Russia. Il motivo della mancata adesione degli Usa è attribuibile probabilmente allo scambio di accuse con Pechino. Il segretario di stato, Mike Pompeo, nelle ultime ore è tornato all’attacco, indicando nell’Istituto di virologia di Wuhan l’origine della pandemia.

Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres ha affermato che l’obiettivo per aiutare a trovare un vaccino, nuovi trattamenti e migliori test equivarrebbe solo a un “acconto” sugli strumenti che saranno necessari per combattere il virus e probabilmente ci sarà bisogno di cinque volte quella quantità.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato nel suo intervento: “nel giro di poche ore abbiamo raccolto collettivamente 7,4 miliardi di euro per vaccini, diagnostica e trattamenti, tutti questi soldi contribuiranno a dare il via a una cooperazione globale senza precedenti. Il risultato sperato dagli organizzatori è stato centrato e rappresenta sicuramente “una svolta” nella lotta contro il virus che nel mondo ha già ucciso oltre 230mila persone e ne ha infettate oltre tre milioni”.

Solo lo sviluppo, la produzione e il dispiegamento di vaccini e cure relegheranno il coronavirus Sars-Cov-2 negli archivi storici. Senza di essi, possiamo chiedere ai nostri cittadini gli sforzi più duri, progettare i piani di ripresa più ambiziosi, ma la minaccia ci sarà sempre”, ha affermato il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.

L’obiettivo iniziale era quello di raccogliere circa 4 miliardi di euro (4,37 miliardi di euro) per la ricerca sui vaccini, circa 2 miliardi di euro per i trattamenti e 1,5 miliardi (1,64 miliardi di euro) per i test.

Alcuni paesi hanno annunciato la disponibilità di proprio fondi sulla base della ricerca nazionale. Altri hanno anche proposto un mix di prestiti con i loro finanziamenti. Oltre ai molti leader europei, al vertice erano presenti i capi di Stato di Canada, Israele, Giappone, Giordania, Sudafrica e Turchia, insieme all’ambasciatore cinese dell’UE.

Il presidente Emmanuel Macron ha avvertito che è una corsa contro il tempo e il suo Paese ha donato 500 milioni di euro. Il primo ministro britannico Boris Johnson ha affermato che la corsa per scoprire il vaccino non è una competizione tra i paesi, ma uno sforzo condiviso.

Il premier italiano, Giuseppe Conte ha lanciato un messaggio importante: “di fronte ad una minaccia globale senza precedenti la comunità internazionale ha un’unica ed effettiva opzione per sconfiggere il virus, la cooperazione. ha annunciato che l’Italia contribuirà con “140 mln di euro per vaccino e cure”.

Tra i contributi più consistenti, il Giappone ha promesso più di 800 milioni di dollari, mentre la Germania ha offerto 525 milioni di euro. L’Italia e la Spagna, le più colpite dal virus in Europa, hanno dichiarato che avrebbero fornito più di 100 milioni di euro. Anche la Svizzera, i Paesi Bassi e Israele hanno stanziato rispettivamente: 378 milioni di euro, 192 milioni di euro e 60 milioni di dollari.

Il presidente francese Emmanuel Macron sull’assenza degli Stati Uniti al vertice si è detto fiducioso, che a breve anche loro aderiranno all’iniziativa, aggiungendo di aver discusso personalmente sulla questione con il presidente Donald Trump.

Un risultato notevole che accende speranze a livello mondiale: in totale, sono più di 30 paesi, insieme alle Nazioni Unite e agli enti filantropici e agli istituti di ricerca ad aver fatto donazioni.

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