K metro 0 – Washington – L’incontro tra il capo della Casa Bianca, Donald Trump, e il presidente russo, Vladimir Putin, potrebbe tenersi la prossima settimana, forse già lunedì, Intanto, la sede dell’incontro, “non sarà in Europa”, come ha riferito una fonte all’agenzia Tass sottolineando che il Vecchio Continente non è stato preso in considerazione
K metro 0 – Washington – L’incontro tra il capo della Casa Bianca, Donald Trump, e il presidente russo, Vladimir Putin, potrebbe tenersi la prossima settimana, forse già lunedì, Intanto, la sede dell’incontro, “non sarà in Europa”, come ha riferito una fonte all’agenzia Tass sottolineando che il Vecchio Continente non è stato preso in considerazione come sede del vertice.
Nelle ultime ore il presidente Usa ha confermato l’ipotesi di un faccia a faccia, assicurando che farà “tutto il possibile per fermare le uccisioni”. Dal Cremlino il consigliere Yuri Ushakov ha parlato di “interesse di entrambe le parti” e indicato i prossimi giorni come obiettivo temporale. Fonti statunitensi e russe hanno confermato che i preparativi per il summit sono in corso, anche se la data definitiva non è ancora stata fissata. Kiev, dal canto suo, sta spingendo per un incontro trilaterale, con la partecipazione di Volodymyr Zelensky. Tuttavia, Trump non ritiene che Putin debba incontrare il presidente ucraino prima del vertice ‘vero’ tra Mosca e Washington.
Riguardo alla sede, Mosca parla di un accordo “di principio” senza svelare il nome, mentre Washington smentisce che il luogo sia stato deciso. Gli Emirati Arabi Uniti sono tra le opzioni indicate da Putin come “adatte”, insieme a Turchia e Arabia Saudita, che in passato hanno ospitato incontri diretti tra delegazioni russe e ucraine. Anche la Cina resta in lizza, con l’ipotesi di un vertice ospitato da Xi Jinping a settembre. Un’opzione è la capitale islandese, Reykjavik , in quanto simbolo delle passate relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Russia.
Nonostante l’accelerazione diplomatica delle ultime settimane, sul piano negoziale le posizioni appaiono ancora distanti. Mosca pretende il ritiro delle truppe ucraine dalle quattro regioni annesse, la neutralità di Kiev e lo stop definitivo al piano di adesione alla Nato.
L’Ucraina chiede invece un cessate il fuoco immediato, il rifiuto di riconoscere le annessioni e garanzie di sicurezza dagli alleati, inclusa la presenza di truppe straniere con funzione di peacekeeping. Pur ribadendo che la sovranità territoriale non è negoziabile, Zelensky ha ammesso che la riconquista delle aree occupate dovrà avvenire “attraverso la diplomazia e non sul campo di battaglia”.
Zelensky nel suo consueto videomessaggio serale pubblicato ieri, sui social, si è espresso a favore di una maggiore influenza europea nei negoziati in corso tra Stati Uniti e Russia per porre fine alla guerra in Ucraina, ribadendo che il conflitto rappresenta una guerra della Russia non solo contro l’Ucraina, ma “in Europa e contro l’Europa”.













