K metro 0 – Bruxelles – ACER lancia l’allarme: senza il gas liquefatto del Qatar, il mercato globale del GNL rischia una stretta significativa dell’offerta, con conseguenze dirette soprattutto per l’Europa. L’UE non è difatti sulla buona strada per riempire gli stoccaggi di gas al 90% prima dell’inverno, a causa delle perturbazioni nei mercati globali
K metro 0 – Bruxelles – ACER lancia l’allarme: senza il gas liquefatto del Qatar, il mercato globale del GNL rischia una stretta significativa dell’offerta, con conseguenze dirette soprattutto per l’Europa.
L’UE non è difatti sulla buona strada per riempire gli stoccaggi di gas al 90% prima dell’inverno, a causa delle perturbazioni nei mercati globali dei combustibili provocate dalla guerra con l’Iran, ha dichiarato giovedì 23 aprile l’agenzia dei regolatori energetici europei. Ne riferisce Reuters.
Il conflitto in Medio Oriente e gli attacchi alle infrastrutture energetiche hanno ridotto la capacità produttiva del Qatar, uno dei maggiori esportatori mondiali di LNG. La chiusura o il rischio sulla rotta dello Stretto di Hormuz ha aggravato la situazione, interrompendo flussi cruciali.
Secondo l’agenzia, i Paesi dovrebbero comunque riuscire a raggiungere un livello inferiore, pari all’80% — una flessibilità consentita dalle norme dell’UE in condizioni di mercato difficili. Tuttavia, ha aggiunto che il raggiungimento di questo livello “avverrà probabilmente a un costo elevato” e resterà vulnerabile a eventuali interruzioni delle forniture.
Riempire gli stoccaggi al 90% richiederebbe infatti all’UE di aumentare le importazioni di GNL del 13% rispetto al 2025. Un obiettivo difficile da raggiungere, considerando la scarsità dell’offerta globale. La guerra con l’Iran ha sconvolto i mercati internazionali del gas, di fatto bloccando lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita normalmente circa il 20% del GNL mondiale. Gli attacchi iraniani alle infrastrutture del gas in Qatar hanno causato danni che, secondo Doha, richiederanno anni per essere riparati.
Sebbene la maggior parte delle importazioni di gas dell’UE provenga da fuori dal Medio Oriente — in particolare da Norvegia e Stati Uniti — le interruzioni delle forniture globali hanno costretto gli acquirenti europei a competere con quelli asiatici per i carichi flessibili di GNL, facendo aumentare i prezzi del gas in Europa di circa il 40%.
Le attuali riserve di gas stoccato in Europa sono così insolitamente basse, dopo un inverno rigido. I prezzi elevati stanno scoraggiando le aziende dall’acquistare gas da immagazzinare.
Gli stoccaggi dell’UE sono al momento pieni al 31%, il livello più basso per questo periodo dell’anno dal 2022, quando la Russia ridusse drasticamente le forniture di gas all’Europa, secondo i dati di Gas Infrastructure Europe.
Il gas immagazzinato copre normalmente fino a un terzo della domanda europea durante l’inverno. La Commissione europea ha invitato i governi a iniziare il prima possibile il riempimento degli stoccaggi e ha dichiarato mercoledì che interverrà per coordinare gli sforzi dei Paesi, al fine di evitare acquisti simultanei che potrebbero provocare nuovi picchi dei prezzi.
Secondo l’agenzia, si rischia un deficit globale fino a 26 miliardi di metri cubi se la produzione qatariota restasse ferma per mesi. L’Europa sarà costretta a comprare più gas sul mercato spot, cioè senza contratti a lungo termine, dove i prezzi sono più alti e volatili.
I prezzi del gas sono già aumentati fino al +40% e la competizione con l’Asia si intensifica. Si profila una possibile “guerra delle offerte” tra Europa e Asia per accaparrarsi le forniture disponibili.
Gli Stati Uniti stanno temporaneamente compensando parte del deficit aumentando le esportazioni, ma questa soluzione non è strutturale e resta esposta a rischi.
L’avvertimento è soprattutto strategico: l’Europa ha sostituito la dipendenza dal gas russo con una nuova dipendenza dal GNL globale, molto più esposto a shock geopolitici e dinamiche di mercato.













