K metro 0 – Modena – “Mi dispiace davvero che sia finita così”, ha detto Salim El Koudri al suo difensore dopo aver ricostruito nuovamente quanto accaduto nel pomeriggio del 16 maggio. Una frase riferita dall’avvocato Fausto Gianelli all’Adnkronos. Successivamente, al termine dell’odierna udienza di convalida, El Koudri ha aggiunto: “È giusto che io sia in
K metro 0 – Modena – “Mi dispiace davvero che sia finita così”, ha detto Salim El Koudri al suo difensore dopo aver ricostruito nuovamente quanto accaduto nel pomeriggio del 16 maggio. Una frase riferita dall’avvocato Fausto Gianelli all’Adnkronos. Successivamente, al termine dell’odierna udienza di convalida, El Koudri ha aggiunto: “È giusto che io sia in carcere”.
Il 31enne, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip di Modena durante l’udienza di convalida del fermo dopo la strage di sabato scorso. La Procura ha chiesto la conferma della custodia cautelare in carcere. Il giudice per le indagini preliminari si è riservato la decisione, attesa nelle prossime ore. Nel frattempo El Koudri resta detenuto in isolamento.
Quattro feriti risultano ancora ricoverati in gravi condizioni. Il 31enne, è accusato di strage e lesioni aggravate dall’uso del coltello, contestate dalla Procura di Modena guidata dal procuratore Luca Masini insieme alla pm Monica Bombana.
Nel frattempo, si riapre lo scontro politico sul tema della cittadinanza e sulla possibilità di revocarla a chi commette reati gravi. A quanto si apprende da fonti qualificate, l’uomo, che ha anche la cittadinanza marocchina, ha avuto diritto alla cittadinanza italiana sulla base dell’articolo 14 delle legge 91/1992 in quanto “minore convivente con genitore che diventa cittadino italiano” e, in questo caso, la normativa vigente non permette la revoca della cittadinanza italiana.
Il dibattito politico, acceso dalla tragedia di Modena, si inasprisce, con lo scontro tra chi prende spunto dal caso per chiedere un giro di vite su permessi di soggiorno e cittadinanza, a partire da Salvini, e chi invece predica calma e di accertare i fatti, come fanno le opposizioni, ma anche big della maggioranza, a partire dal vicepremier Antonio Tajani e il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi.
Le opposizioni non ci stanno. “Le parole di Salvini sono molto gravi, tanto più perché arrivano da un vicepresidente del Consiglio, e aprono uno scontro nella maggioranza. Come ha detto Piantedosi, siamo di fronte a situazioni di grave disagio psicologico: su temi così delicati non serve propaganda, ma cura, prevenzione e più risorse per la salute mentale, oggi del tutto insufficienti. Senza giustificare nulla, servirebbe responsabilità istituzionale. La destra continua invece a fare concorrenza a Vannacci sul terreno della paura e degli atteggiamenti razzisti”, tuona Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati.
“Il governo è vicino alla città e stiamo lavorando sulle grandi questioni, quelle della sicurezza e mi pare che il ministro Piantedosi abbia detto parole giuste sull’integrazione e anche sul tema del disagio psicologico delle persone – ha detto ieri il vice premier Antonio Tajani durante la sua visita a Modena. “Anche lì stiamo lavorando intensamente come governo perché con uno psicologo di base, lo psicologo nelle scuole è un tema che non va sottovalutato”.
“Devono essere premiati coloro che hanno contribuito a fermare questa persona che ha compiuto un atto incredibilmente violento e inaccettabile”, ha detto ancora Tajani, rispondendo a una domanda sulla possibilità di conferire la cittadinanza onoraria a Osama e Mohamed Shalaby, padre e figlio egiziani che hanno contribuito a fermare l’autore dell’attacco a Modena. “Le cittadinanze si danno se è in regola, se ci sono dei requisiti, non si regala la cittadinanza italiana ma certamente vanno ricompensati se sono stati, come lo sono stati, i protagonisti di un gesto di grande coraggio”, ha aggiunto il vicepremier.
“Quanto accaduto a Modena impone il massimo rigore nell’accertamento dei fatti e delle responsabilità, senza cedere a generalizzazioni o strumentalizzazioni che alimentano odio e tensioni religiose, etniche o sociali. La sicurezza dei cittadini e il rispetto della legalità devono restare principi assoluti, ma proprio per questo è fondamentale avere piena fiducia nello Stato di diritto, nel lavoro della magistratura e nella correttezza delle indagini. La responsabilità penale è sempre personale e va accertata esclusivamente nelle sedi giudiziarie competenti, con equilibrio, fermezza e senso delle istituzioni”, ha affermato dal canto suo l’Avv. Emanuele Occhipinti.
Se vogliamo capire cosa è successo dobbiamo essere coerenti: origini e nazionalità non c’entrano. Mancano strutture, cure e servizi territoriali per la salute mentale, sin dall’infanzia. Le neuropsichiatrie restano scoperte da anni, i servizi psichiatrici per gli adulti sono stati decimati, e i trattamenti sanitari obbligatori restano spesso l’extrema ratio, quando si arriva in tempo, cosi rilevano i media.
Resta aperta quindi, la discussione sull’enorme tema dell’integrazione e l’inclusione, ma anche del disagio sociale di chi si sente respinto da una società che non percepisce più sua, e spesso anzi lo colpevolizza. Da non tralasciare poi, i focolai di guerra aperti nel mondo che di certo non aiutano, ed estremizzano pensieri e comportamenti, sui quali istituzioni e società sono chiamati a lavorare insieme per il bene del Paese.













