K metro 0 – Bruxelles – Centinaia di migliaia di posti di lavoro nell’Unione europea potrebbero essere a rischio nei prossimi anni a causa degli alti costi dell’energia, della ristrutturazione industriale e della transizione verde. Lo riferisce l’edizione europea del portale “Politico”, anticipando i dati della Commissione europea inseriti nel pacchetto di primavera del Semestre
K metro 0 – Bruxelles – Centinaia di migliaia di posti di lavoro nell’Unione europea potrebbero essere a rischio nei prossimi anni a causa degli alti costi dell’energia, della ristrutturazione industriale e della transizione verde. Lo riferisce l’edizione europea del portale “Politico”, anticipando i dati della Commissione europea inseriti nel pacchetto di primavera del Semestre europeo, che sarà presentato oggi. Secondo le stime di Bruxelles, le pressioni sui prezzi dell’energia nel 2026 potrebbero mettere a rischio fino a 560 mila posti, soprattutto nei settori costruzioni, metalli, chimica e trasporti.
La Commissione prevede inoltre una disoccupazione al 6 per cento sia nel 2026 sia nel 2027, rivedendo al rialzo le stime diffuse lo scorso autunno. Nel settore automobilistico europeo, centrale per l’economia tedesca, sarebbero a rischio 600 mila posti per effetto della transizione dai motori a combustione e della forte concorrenza cinese.
Altri 85 mila posti sarebbero esposti nell’industria delle batterie, quasi 59 mila nel manifatturiero solare e 4.500 nella siderurgia per effetto delle misure a basse emissioni. Il pacchetto della Commissione insiste sulla necessità di investire in capitale umano, formazione professionale, competenze Stem, riqualificazione e apprendimento degli adulti.
“La competitività dell’Europa non sarà costruita solo da tecnologia, capitale o regolazione finanziaria”, ha dichiarato la vicepresidente esecutiva della Commissione per le Competenze, Roxana Mînzatu, secondo cui “investire nelle persone” deve diventare il nucleo della strategia europea per competere e resistere agli shock economici.













