Flotilla, la Procura di Roma amplia le indagini: ipotesi tortura e violenza sessuale

Flotilla, la Procura di Roma amplia le indagini: ipotesi tortura e violenza sessuale

K metro 0 – Roma – La Procura di Roma amplia il fronte delle indagini sull’abbordaggio della Flotilla da parte delle forze israeliane. Oltre al reato di sequestro di persona, i magistrati stanno valutando anche possibili ipotesi di tortura e violenza sessuale. Al centro degli accertamenti vi è un video diffuso sui social dal ministro

K metro 0 – Roma – La Procura di Roma amplia il fronte delle indagini sull’abbordaggio della Flotilla da parte delle forze israeliane. Oltre al reato di sequestro di persona, i magistrati stanno valutando anche possibili ipotesi di tortura e violenza sessuale. Al centro degli accertamenti vi è un video diffuso sui social dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, che mostra alcuni attivisti inginocchiati con le mani legate dietro la schiena.

Gli inquirenti analizzeranno le immagini per verificare l’eventuale presenza di cittadini italiani tra le persone riprese e per valutare il contenuto delle dichiarazioni rivolte agli attivisti. Nel frattempo sono già iniziate le audizioni dei partecipanti alla missione rientrati in Italia. Tra i primi ad essere ascoltati, su delega dei pm romani, il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto.

Sul piano politico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito la posizione italiana durante un collegamento con il Festival dell’Economia di Trento: «L’Italia è amica di Israele, ma abbiamo dato segnali chiari affinché si renda conto che esiste un limite che non può essere superato. Essere amici significa anche essere sinceri».

Intanto, l’Alta rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera, Kaja Kallas, ha accolto la richiesta italiana di avviare una discussione su possibili sanzioni nei confronti di Ben-Gvir. La proposta sarà esaminata nel prossimo Consiglio Affari Esteri e ha già ottenuto il sostegno di diversi Paesi membri.

Preoccupazione è stata espressa anche dalle Nazioni Unite, che hanno definito “umiliante” il trattamento riservato agli attivisti e chiesto il loro rilascio, oltre all’accertamento delle eventuali responsabilità.

Sul fronte ecclesiale, la Rete Internazionale “Preti contro il Genocidio”, che riunisce oltre 2.200 sacerdoti, 25 vescovi e due cardinali in 58 Paesi, ha inviato una lettera aperta ai vescovi italiani in vista dell’Assemblea generale della Cei. Il documento chiede una presa di posizione chiara sulla situazione del popolo palestinese e denuncia il rischio che silenzi e ambiguità possano trasformarsi in forme di complicità.

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Joseph Villeroy
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