K metro 0 – Bruxelles – L’aspirazione del Montenegro di diventare Stato membro dell’Ue il primo gennaio 2028 è “improbabile e molto ambiziosa”. Lo ha riferito un alto funzionario dell’Ue. Innanzitutto, occorre chiudere tutti i capitoli: questo è “possibile, ma richiede sforzi costanti”. In secondo luogo, il trattato di adesione deve essere negoziato e firmato
K metro 0 – Bruxelles – L’aspirazione del Montenegro di diventare Stato membro dell’Ue il primo gennaio 2028 è “improbabile e molto ambiziosa”. Lo ha riferito un alto funzionario dell’Ue. Innanzitutto, occorre chiudere tutti i capitoli: questo è “possibile, ma richiede sforzi costanti”. In secondo luogo, il trattato di adesione deve essere negoziato e firmato e “ci vorrebbe un po’ di tempo” per questo. Infine, il trattato deve essere ratificato e serve il sostegno di tutti gli Stati membri.
Per questo, l’obiettivo del primo gennaio 2028 sembra improbabile: “presume che tutti i negoziati siano completati entro la fine dell’anno, che il trattato di adesione sia negoziato in tempi record e che gli Stati membri ratifichino tutto entro sei mesi, quando in passato ci hanno messo più di un anno”. Per questo “non credo che molti se lo aspettino davvero in Montenegro”, ha affermato la fonte. Tecnicamente, è quindi più realistico prevedere l’ingresso dall’estate del 2028 in poi, ha commentato il funzionario.
La Commissione europea ha adottato un pacchetto finanziario per l’adesione del Montenegro all’Ue che stima che l’ingresso del Paese nell’Unione costerà meno di un euro a cittadino europeo all’anno. Lo ha riferito un alto funzionario dell’Ue. Le previsioni della Commissione Ue, calcolate immaginando l’ingresso il primo gennaio 2028, stimano un importo preassegnato totale di 3,189 milioni di euro. L’entrata del Montenegro “costerà meno di un euro per cittadino Ue all’anno”, ha affermato la fonte, “e questo senza nemmeno considerare il contributo nazionale”. Tale contributo sarà di circa l’1 per cento del Pil nazionale, quindi orientativamente 75 milioni di euro. Per gli europei sarà “una tazza di caffè all’anno davvero molto economica”. Nonostante la concezione che l’allargamento sia costoso, è in realtà “estremamente economico”, ha commentato il funzionario, osservando che “solo un miliardo di euro su un bilancio di 200 miliardi è praticamente un errore di arrotondamento”. Le stime della Commissione Ue sono calcolate sulla loro proposta, che deve ora essere negoziata dal Consiglio e dal Parlamento europeo.
Il pacchetto viene presentato ora anche “per dare al Consiglio un po’ di tempo per prepararsi”, ha affermato la fonte, “poi negozieremo con i montenegrini per giungere a una conclusione entro la fine dell’anno”. L’offerta finanziaria dell’Ue ha inoltre tenuto conto di due punti chiave. Primo, il piano Global Europe del Montenegro sarà allineato alla metodologia del piano Nrp (Piani nazionali e regionali di partenariato), anche per favorire una transizione “più agevole” così che, al momento dell’adesione, “il Paese sarà in grado di continuare ad attuare il proprio piano senza interruzioni”. Secondo, avverrà il trasferimento dell’assegnazione del Montenegro dalla voce esterna a quella interna, quindi il passaggio dall’Heading 3 all’Heading 1 del budget Ue per il 2028-2034 (Quadro finanziario pluriennale, Qfp). Bruxelles è anche consapevole di due potenziali ritardi. Il primo è quello dell’adesione del Paese, e in tal caso l’adeguamento dell’importo sarebbe proporzionale e la situazione sarebbe “relativamente semplice”. Il secondo è se il Qfp non dovesse essere pronto entro la fine del 2026 e in vigore dal primo gennaio 2028. In questo scenario, “avremmo problemi molto più grandi dell’adesione del Montenegro”, ha dichiarato il funzionario della Commissione europea.













