Germania-Francia: da deterrenza nucleare all’industria, il rilancio dopo fallimento Fcas

Germania-Francia: da deterrenza nucleare all’industria, il rilancio dopo fallimento Fcas

K metro 0 – Berlino  – Francia e Germania escono dalla due giorni di consultazioni con un’intesa che prova a spostare il baricentro del rapporto bilaterale dai grandi programmi industriali che hanno mostrato i loro limiti a una cooperazione più ampia su deterrenza nucleare, difesa antimissile, attacchi a lungo raggio, spazio, intelligenza artificiale e sicurezza

K metro 0 – Berlino  – Francia e Germania escono dalla due giorni di consultazioni con un’intesa che prova a spostare il baricentro del rapporto bilaterale dai grandi programmi industriali che hanno mostrato i loro limiti a una cooperazione più ampia su deterrenza nucleare, difesa antimissile, attacchi a lungo raggio, spazio, intelligenza artificiale e sicurezza economica. Il risultato più significativo del 26mo Consiglio dei ministri franco-tedesco e del parallelo Consiglio franco-tedesco di difesa e sicurezza è proprio questo: dopo il fallimento del programma per il futuro sistema di combattimento aereo Fcas, Parigi e Berlino non nascondono le divergenze industriali, ma cercano di costruire intorno a esse una nuova architettura di cooperazione. Lo riporta Nova.

La due giorni era iniziata giovedì sera al castello di Bensberg, nei pressi di Colonia, con un incontro tra il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Venerdì mattina i due leader si sono trasferiti alla base aerea di Noervenich per il Consiglio di difesa e sicurezza, insieme ai ministri degli Esteri Jean-Noel Barrot e Johann Wadephul e ai titolari della Difesa Catherine Vautrin e Boris Pistorius. I lavori sono poi proseguiti al castello di Augustusburg, a Bruhl, con il Consiglio dei ministri allargato ai rappresentanti dei due governi.

Il primo risultato è arrivato sul dossier più sensibile, quello della deterrenza nucleare. “Stiamo intraprendendo un nuovo percorso comune”, ha affermato Merz al termine dei lavori. Il gruppo direttivo strategico franco-tedesco dovrà approfondire il coordinamento tra deterrenza nucleare francese, forze convenzionali, capacità di attacco di precisione in profondità e difesa contro i missili balistici. A Noervenich, il dispiegamento di un Rafale delle Forze aeree strategiche francesi presso il 31mo stormo tattico tedesco “Boelcke” ha rappresentato, secondo il documento conclusivo, “la prima tappa operativa” della nuova cooperazione.

Entro la fine dell’anno, inoltre, forze convenzionali tedesche parteciperanno per la prima volta a un’esercitazione nucleare francese. Macron ha però fissato un limite politico e finanziario. La cosiddetta deterrenza avanzata francese, ha chiarito, “in nessun caso prevede un cofinanziamento del nucleare francese”. “Preferisco essere subito chiaro e definitivo”, ha aggiunto il presidente, ricordando che Parigi continuerà a finanziare autonomamente il proprio arsenale. L’obiettivo è “migliorare la sicurezza del continente europeo” e creare maggiore incertezza strategica per i potenziali avversari. La cooperazione bilaterale dovrà inoltre integrare, e non sostituire, la deterrenza nucleare della Nato.

È in questo quadro che si colloca il nuovo piano di lavoro sulla difesa, definito da Merz “concreto, realistico e mirato”. Francia e Germania intendono sviluppare uno standard europeo per il combattimento collaborativo, basato su un’architettura aperta e modulare che consenta l’interoperabilità tra caccia, velivoli senza pilota ed effettori remoti. È il tentativo di salvare la componente digitale e di condivisione dei dati che rappresentava uno degli elementi centrali del Fcas, nonostante l’abbandono del progetto del caccia comune per le divergenze industriali tra Dassault e Airbus. Sul fronte terrestre, i due governi hanno confermato il sostegno a Knds, il gruppo franco-tedesco nato dall’integrazione tra Krauss-Maffei Wegmann e Nexter. Sul sistema di combattimento terrestre del futuro studieranno invece un approccio basato su piattaforme con e senza equipaggio, guida autonoma e nuovi sensori. Rilevante anche il capitolo delle capacità di attacco in profondità. Insieme al Regno Unito, Francia e Germania studieranno una cooperazione sulla propulsione balistica per sistemi d’arma con una gittata fino a 2.500 chilometri, valutando anche le capacità industriali di ArianeGroup. Sul fronte difensivo esploreranno invece lo sviluppo di capacità europee sovrane contro i missili balistici, integrate con sistemi di allerta precoce. Proseguirà inoltre l’iniziativa Jewel per l’allarme missilistico, mentre nello spazio si cercherà di rendere interoperabili la costellazione europea Iris2 e la futura costellazione militare tedesca.

Il tentativo di voltare pagina rispetto al Fcas era stato anticipato da Pistorius e Vautrin. In un intervento congiunto pubblicato dai quotidiani “Tagesspiegel” e “Les Echos”, i due ministri della Difesa hanno sostenuto che Francia e Germania devono “intraprendere nuove strade nella cooperazione nel settore della difesa”, perché la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina impone di “aumentare la nostra forza militare, ridurre le nostre dipendenze e agire in modo più europeo”. Per i due ministri, “la fiducia non nasce dall’armonia a tutti i costi”, ma dalla capacità di accettare opinioni differenti e trasformarle in decisioni comuni. Il sostegno all’Ucraina resta il principale banco di prova. Merz ha ribadito che Parigi e Berlino continueranno a sostenere Kiev “con determinazione” e che l’obiettivo resta “una pace che preservi la sovranità dell’Ucraina e la sicurezza dell’Europa”. Le conclusioni del Consiglio di difesa confermano la disponibilità dei due Paesi a contribuire a garanzie di sicurezza “solide e credibili” attraverso la Coalizione dei volenterosi e a proseguire gli aiuti militari, con particolare attenzione alla difesa aerea e antibalistica e alle capacità di attacco in profondità.

La sicurezza europea è stata affrontata anche oltre il fronte ucraino. Francia e Germania hanno confermato il sostegno alla missione multinazionale per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. Sul Libano, i due governi sostengono il rafforzamento delle Forze armate libanesi, il monopolio statale dell’uso della forza e il disarmo di Hezbollah, valutando opzioni per evitare un vuoto di sicurezza dopo la conclusione della missione Unifil. Wadephul aveva anticipato la volontà di costruire con Parigi una linea comune per “migliorare le prospettive di pace in Medio Oriente”. Il messaggio politico del vertice va tuttavia oltre la difesa. “La nostra cooperazione tra Germania e Francia è indispensabile in questo momento”, ha detto Merz, citando la minaccia russa, la concorrenza cinese e le incertezze transatlantiche. Rivolgendosi direttamente a Macron, il cancelliere ha aggiunto: “Noi contiamo su di voi e voi potete contare su di noi”. Il presidente francese ha insistito a sua volta sulla necessità di una convergenza tra Parigi e Berlino per consentire all’Unione europea di avanzare.

I risultati del Consiglio dei ministri riflettono questa ambizione anche sul piano economico e tecnologico. I due Paesi hanno concordato di rafforzare la cooperazione su intelligenza artificiale industriale, semiconduttori, tecnologie quantistiche e fusione nucleare. Parigi e Berlino guideranno inoltre un progetto europeo sull’Ia industriale, con particolare attenzione al settore automobilistico, e intendono ridurre le dipendenze da fornitori tecnologici extraeuropei. Sul dossier energetico, tradizionale terreno di divergenza tra una Francia nucleare e una Germania uscita dall’atomo, i due governi hanno scelto un compromesso fondato sulla neutralità tecnologica. Lavoreranno inoltre sul mercato europeo dell’elettricità e sul corridoio dell’idrogeno dell’Europa sud-occidentale insieme a Spagna, Portogallo e Commissione europea. Parigi e Berlino hanno trovato una posizione comune anche sulla pressione della concorrenza internazionale sull’industria europea, chiedendo alla Commissione di rafforzare gli strumenti di difesa commerciale e sicurezza economica e di ridurre le dipendenze nei settori strategici. Sostengono inoltre il mantenimento dell’Ets, chiedendo però che la revisione tenga maggiormente conto della competitività industriale. Dalla due giorni emerge quindi un asse franco-tedesco che non ha eliminato le proprie divergenze, ma ha cercato di circoscriverle.

Il fallimento del Fcas resta la dimostrazione più evidente delle difficoltà di trasformare l’intesa politica in grandi programmi industriali comuni. Macron e Merz hanno scelto però di ampliare il perimetro della cooperazione, puntando su maggiore integrazione tra capacità militari, deterrenza, sistemi digitali, spazio e industria. Il vero banco di prova sarà verificare se i nuovi progetti riusciranno dove il Fcas ha fallito: trasformare l’ambizione politica franco-tedesca in capacità europee effettivamente operative. 

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