Stati Uniti e Arabia Saudita firmano un accordo nucleare storico

Stati Uniti e Arabia Saudita firmano un accordo nucleare storico

K metro 0 – Washington- Un “accordo di cooperazione nucleare a fini pacifici” che garantirà “un ampio accesso alle aziende americane nel programma di energia nucleare saudita”. Stati Uniti e l’Arabia Saudita hanno firmato mercoledì un’intesa storica che consentirà al regno del Golfo di sviluppare un programma nucleare civile. Non si conoscono ancora i dettagli,

K metro 0 – Washington- Un “accordo di cooperazione nucleare a fini pacifici” che garantirà “un ampio accesso alle aziende americane nel programma di energia nucleare saudita”. Stati Uniti e l’Arabia Saudita hanno firmato mercoledì un’intesa storica che consentirà al regno del Golfo di sviluppare un programma nucleare civile.

Non si conoscono ancora i dettagli, ma i media statunitensi riferiscono che il risultato potrebbe consentire all’Arabia Saudita di arricchire l’uranio in futuro, materiale che può essere utilizzato come combustibile per le centrali elettriche, ma anche per la fabbricazione di bombe nucleari.

Tutto questo accade in un momento in cui la questione nucleare è centro del conflitto tra Stati Uniti e Israele con l’Iran ormai da mesi. Le due nazioni, alleate strategiche, sostengono che uno dei motivi per cui hanno attaccato l’Iran a febbraio fosse proprio quello di impedire al Paese islamico di sviluppare un’arma nucleare. Obiettivo che Teheran ha sempre negato di perseguire.

L’accordo rappresenta dunque una novità assoluta per gli Stati Uniti e potrebbe comportare il rischio di una futura proliferazione nucleare in una regione già instabile. Questo il timore diffuso e raccolto dagli esperti interpellati dalla BBC.

In realtà si tratterebbe di due accordi. Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha dichiarato che, insieme a quello di cooperazione, è stato firmato un “accordo bilaterale sulle salvaguardie”. In sintesi, l’intesa “rappresenta un’estensione della cooperazione esistente tra i due paesi nel settore energetico”, e farebbe seguito alla visita del leader saudita a Washington lo scorso novembre.

Va però ricordata la dichiarazione del 2018 del principe ereditario Mohammed bin Salman, governante di fatto dell’Arabia Saudita, che riferì alla CBS News: “Senza dubbio, se l’Iran sviluppasse una bomba nucleare, noi seguiremmo il suo esempio il prima possibile”.

L’Arabia Saudita, alleata di lunga data degli Stati Uniti, ospita fra l’altro diverse basi statunitensi che sono state prese di mira dagli attacchi iraniani. L’annuncio arriva poi due giorni dopo che gli alleati dell’Iran nello Yemen, gli Houthi, hanno annunciato proprio un “blocco marittimo” contro il regno nello stretto di Bab el-Mandeb, fondamentale nodo geopolitico e marittimo che collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden e l’Oceano Indiano.

L’accordo nucleare siglato mercoledì è ancora nebuloso ma precedenti notizie riportate dai media suggerivano che, dopo aver intrapreso uno studio congiunto con gli Stati Uniti, all’Arabia Saudita potrebbe essere consentito di arricchire l’uranio sul proprio territorio per produrre combustibile in un impianto di arricchimento costruito dagli Stati Uniti, invece di fare affidamento sul combustibile importato.

“State tranquilli, questi patti rispettano i più elevati standard di sicurezza nucleare e di non proliferazione, avvalendosi al contempo della migliore tecnologia nucleare e dei migliori scienziati al mondo, progettati proprio qui negli Stati Uniti”, ha affermato il Segretario all’Energia degli Stati Uniti Chris Wright.

Tuttavia, esperti nucleari ed ex funzionari israeliani hanno espresso preoccupazione per il fatto che il piano potrebbe, in ultima analisi, consentire all’Arabia Saudita di sviluppare un’arma nucleare, sebbene altri esperti sostengano che tale percorso richiederebbe decenni e provocherebbe una forte opposizione da parte della comunità internazionale.

Rosemary Kelanic, direttrice del programma sul Medio Oriente presso il think tank statunitense Defense Priorities, ha affermato che sarebbe “davvero scioccante” se gli Stati Uniti consentissero all’Arabia Saudita di costruire impianti per l’arricchimento dell’uranio.

“Gli Stati Uniti non l’hanno mai fatto prima. Non abbiamo mai aiutato un altro Paese ad arricchire l’uranio sul proprio territorio” ha aggiunto, precisando che ciò è dovuto al fatto che “se si è in grado di produrre il proprio combustibile nucleare, si diventa un rischio molto più grave” per la costruzione di armi nucleari.

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha intanto respinto le preoccupazioni secondo cui l’accordo potrebbe potenziare la capacità dell’Arabia Saudita di sviluppare armi nucleari. Accordo che sarà comunque sottoposto all’esame del Congresso degli Stati Uniti.

Appare più che probabile, così, che i legislatori di entrambi gli schieramenti politici si oppongano ad esso, sebbene il Partito Repubblicano di Trump controlli sia la Camera alta sia quella bassa.

Rubio ha dichiarato: “Gli Stati Uniti non raggiungeranno alcun accordo con nessun Paese al mondo che comporti il rischio di proliferazione”, ma diversi democratici contrari all’intesa hanno sottolineato che, durante il suo mandato da senatore, il Segretario di Stato aveva appoggiato una legge – il “No Nuclear Weapons for Saudi Arabia Act” – che richiedeva l’approvazione del Congresso per qualsiasi accordo nucleare.

Durissima la reazione del senatore democratico del Massachusetts Edward Markey per “aver permesso all’Arabia Saudita, una nazione bellicosa e autoritaria, di sviluppare tecnologie per le armi nucleari mentre si avvia una guerra con l’Iran con il pretesto di impedire la bomba nucleare iraniana”. Ha poi aggiunto che la loro “ipocrisia è pari solo alla loro incoscienza”.

L’esperto del settore energetico Bob McNally, ex membro del Consiglio di Sicurezza Nazionale del presidente statunitense George W. Bush, ha però tenuto a precisare che gli Stati Uniti non stanno creando a suo parere un “grande” rischio per la sicurezza. “Penso che abbiamo una buona esperienza di collaborazione con i paesi per lo sviluppo responsabile dei loro settori nucleari”, ha dichiarato alla BBC.  

Oltre ai vantaggi strategici e commerciali che questa collaborazione potrebbe comportare, una possibile ragione per cui è stata raggiunta proprio ora è che, secondo quanto riferito, Russia e Cina sarebbero state in trattative per stringere un’intesa simile e gli Stati Uniti potrebbero non aver voluto restare fuori dai giochi.

L’Arabia Saudita ha esercitato pressioni per anni sul nucleare, ma la Casa Bianca aveva sempre posto come condizione il riconoscimento di Israele, alleato chiave degli Stati Uniti, e la normalizzazione delle relazioni diplomatiche ed economiche con esso. Richiesta che sembra ora essere stata abbandonata.

Il patto di mercoledì rappresenta pertanto una vittoria importante per l’Arabia Saudita e potrebbe dunque ridefinire gli equilibri di potere in Medio Oriente, anche se non a breve.

di Sandro Doria

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