Latina: torture e violenze a moglie e figli minorenni, in carcere un 30enne

Latina: torture e violenze a moglie e figli minorenni, in carcere un 30enne

K metro 0 – Latina – Anni di violenze, minacce e vessazioni tali da portare i giudici a contestargli il reato di tortura: con queste motivazioni un 30enne residente a Bassiano, in provincia di Latina, è stato condotto in carcere su decisione del Giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Cario, che ha accolto la richiesta del pubblico

K metro 0 – Latina – Anni di violenze, minacce e vessazioni tali da portare i giudici a contestargli il reato di tortura: con queste motivazioni un 30enne residente a Bassiano, in provincia di Latina, è stato condotto in carcere su decisione del Giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Cario, che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Marco Cifani. L’arresto dell’uomo – accusato di tortura, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate ai danni della convivente – è avvenuto in flagranza di reato, il 18 luglio scorso, quando i carabinieri allertati da vicini e familiari si sono recati nell’abitazione della coppia e hanno trovato la donna in condizioni particolarmente gravi: il volto tumefatto, ecchimosi su tutto il corpo e diversi segni riconducibili a violenze subite in passato.

Dopo aver soccorso e tratto in salvo la donna e i figli minorenni, i carabinieri – riporta Nova –  hanno arrestato l’uomo e approfondito, sotto il coordinamento della procura di Latina, la vicenda. Nel corso delle prime indagini sono emerse numerose condotte vessatorie subite dalla donna, e dai figli minorenni, che hanno portato negli anni a creare in famiglia un regime di vessazioni, minacce, violenze fisiche e psicologiche, caratterizzato da condotte di controllo e sopraffazione tali da generare.

La vittima principale era la moglie, privata della libertà personale e sottoposta per ore a ripetute e prolungate manovre di strangolamento, anche mediante il cavo di una presa multipla elettrica, tali da provocarle perdite di coscienza. Le aggressioni poi proseguivano con percosse, violenze e condotte umilianti e degradanti. Sulla base di queste condotte, la procura ha contestato all’uomo il reato di tortura.

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