Libano, Beirut accusa Israele: gli attacchi nel Sud ostacolano il ritorno degli sfollati

Libano, Beirut accusa Israele: gli attacchi nel Sud ostacolano il ritorno degli sfollati

K metro 0 – Beirut – L’esercito libanese ha accusato Israele di proseguire gli attacchi nel sud del Libano, sostenendo che le operazioni militari stiano impedendo il dispiegamento delle forze libanesi previsto dagli accordi in vigore e ostacolando il rientro degli abitanti nelle zone da cui sono stati costretti a fuggire. In una dichiarazione diffusa

K metro 0 – Beirut – L’esercito libanese ha accusato Israele di proseguire gli attacchi nel sud del Libano, sostenendo che le operazioni militari stiano impedendo il dispiegamento delle forze libanesi previsto dagli accordi in vigore e ostacolando il rientro degli abitanti nelle zone da cui sono stati costretti a fuggire.

In una dichiarazione diffusa domenica, le autorità militari di Beirut hanno denunciato “violazioni degli accordi esistenti e del diritto internazionale”, citando la distruzione di abitazioni, bombardamenti e colpi d’arma da fuoco in diverse località meridionali. Tra le aree indicate figurano Kfar Tebnit, Haddatha, Qounine, Mansouri, Majdal Zoun e altre località nei distretti di Nabatieh, Bint Jbeil e Tiro.

Secondo l’esercito libanese, le forze israeliane avrebbero colpito anche un progetto idrico gestito dall’Autorità nazionale del fiume Litani nella zona di Markaba e incendiato uliveti secolari e terreni agricoli nei pressi di Aitaroun.

Beirut sostiene che tali azioni stiano rallentando gli sforzi per ristabilire la sicurezza nel sud del Paese, dove l’esercito libanese ha iniziato un nuovo dispiegamento nell’ambito di un accordo mediato dagli Stati Uniti tra Libano e Israele.

Secondo i dati ufficiali libanesi, gli attacchi israeliani hanno provocato dal 2 marzo 4.330 vittime e 12.236 feriti. Israele continua inoltre a mantenere il controllo di alcune aree del sud del Libano, alcune occupate da lungo tempo e altre conquistate durante il conflitto tra il 2023 e il 2024.

Intanto, il presidente siriano Ahmad al-Sharaa ha escluso un intervento militare della Siria in Libano, ribadendo che Damasco non intende assumere un ruolo di sicurezza nel Paese vicino. La leadership siriana ha invece espresso sostegno al rafforzamento delle istituzioni libanesi e al principio secondo cui le armi devono essere sotto il controllo dello Stato.

La posizione di Damasco arriva mentre Beirut porta avanti il dibattito sul monopolio statale delle armi e sul ruolo delle milizie nel Paese. Il presidente libanese Joseph Aoun ha definito la questione una scelta decisiva per il futuro del Libano, tra uno Stato sovrano con il controllo esclusivo delle armi e il rischio di rimanere condizionato dalla presenza di gruppi armati.

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Nizar Ramadan
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