Secondo le agenzie di sicurezza occidentali, Pechino avrebbe ampliato la propria rete informativa all’estero. L’attenzione si concentra su tecnologia, ricerca e infrastrutture strategiche. K metro 0 – Bruxelles – Le attività di intelligence riconducibili alla Cina sono sempre più al centro dell’attenzione dei governi europei. Negli ultimi anni diversi servizi di sicurezza hanno segnalato un’intensificazione
Secondo le agenzie di sicurezza occidentali, Pechino avrebbe ampliato la propria rete informativa all’estero. L’attenzione si concentra su tecnologia, ricerca e infrastrutture strategiche.
K metro 0 – Bruxelles – Le attività di intelligence riconducibili alla Cina sono sempre più al centro dell’attenzione dei governi europei. Negli ultimi anni diversi servizi di sicurezza hanno segnalato un’intensificazione delle operazioni di raccolta di informazioni, considerate parte della competizione strategica tra Pechino e l’Occidente.
Secondo analisti e autorità di intelligence, la Cina farebbe affidamento su una vasta rete di collaboratori, funzionari, ricercatori e intermediari incaricati di acquisire dati sensibili nei settori tecnologico, industriale e accademico. Le stime sul numero di persone coinvolte variano notevolmente e non possono essere verificate in modo indipendente, ma il fenomeno è ritenuto una priorità crescente per la sicurezza europea.
L’obiettivo principale sarebbe l’accesso a tecnologie avanzate, innovazioni scientifiche e informazioni strategiche in comparti come intelligenza artificiale, semiconduttori, telecomunicazioni ed energia. Le autorità sottolineano che molte attività si svolgerebbero attraverso strumenti legali, come partnership industriali, collaborazioni universitarie e investimenti, rendendo più difficile distinguere la cooperazione economica dalle operazioni di intelligence.
Negli ultimi mesi diversi Paesi europei hanno rafforzato i controlli sugli investimenti esteri, aumentato la vigilanza sulle infrastrutture critiche e introdotto misure per proteggere ricerca e proprietà intellettuale. L’obiettivo è ridurre il rischio di trasferimenti non autorizzati di tecnologie considerate strategiche.
Pechino ha sempre respinto le accuse di spionaggio sistematico, definendole infondate e sostenendo che la cooperazione economica e scientifica con l’Europa si basa sul reciproco vantaggio. Tuttavia, il tema continua a occupare un posto centrale nel dibattito sulla sicurezza, in un contesto di crescente competizione geopolitica tra Cina e Paesi occidentali.













