Lituania, il governo prepara una stretta sull’immigrazione

Lituania, il governo prepara una stretta sull’immigrazione

Permessi di lavoro più brevi e controlli rafforzati tra le misure annunciate dal nuovo esecutivo. Il mondo delle imprese teme effetti sul mercato del lavoro. K metro 0 – Vilnius – La Lituania si prepara a inasprire la propria politica migratoria. Il nuovo governo ha annunciato una riforma che punta a rafforzare i controlli sull’ingresso

Permessi di lavoro più brevi e controlli rafforzati tra le misure annunciate dal nuovo esecutivo. Il mondo delle imprese teme effetti sul mercato del lavoro.

K metro 0 – Vilnius – La Lituania si prepara a inasprire la propria politica migratoria. Il nuovo governo ha annunciato una riforma che punta a rafforzare i controlli sull’ingresso e sulla permanenza dei lavoratori stranieri, con l’obiettivo dichiarato di tutelare la sicurezza nazionale e garantire una gestione più rigorosa dei flussi migratori.

Tra le misure allo studio figura la riduzione della durata dei permessi di lavoro per i cittadini extracomunitari. L’ipotesi prevede autorizzazioni valide fino a due anni, seguite da un periodo obbligatorio all’estero prima di poter presentare una nuova richiesta. Il governo valuta inoltre restrizioni al ricongiungimento familiare per alcune categorie di lavoratori.

Secondo l’esecutivo, la riforma mira a favorire un’immigrazione prevalentemente temporanea, capace di rispondere alle esigenze del mercato del lavoro senza trasformarsi in un insediamento permanente. La linea si inserisce nel più ampio rafforzamento delle politiche di sicurezza adottate dal Paese negli ultimi anni, anche alla luce delle tensioni lungo il confine con la Bielorussia.

Le proposte hanno però suscitato perplessità tra associazioni imprenditoriali ed esperti del settore. Diverse aziende temono che regole più rigide possano aggravare la carenza di manodopera, già evidente in comparti come edilizia, trasporti e industria manifatturiera. Anche alcuni giuristi invitano a verificare la compatibilità delle nuove norme con il quadro legislativo europeo.

Il dibattito resta aperto e il testo definitivo della riforma sarà definito nei prossimi mesi, mentre il governo cerca un equilibrio tra esigenze di sicurezza, crescita economica e fabbisogno di lavoratori stranieri.

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